Un capolavoro Medievale Costruito su Fondamenta Romane del V Secolo nella Valsesia di Quarona.
La Chiesa di San Giovanni al Monte di Quarona rappresenta uno dei monumenti più straordinari dell’Alto Piemonte, un’opera che racchiude in sé quasi duemila anni di storia, arte e spiritualità.
Sorge su di un poggio alle pendici del monte Tucri, dominando l’abitato di Quarona, ed è uno dei più importanti monumenti della Valsesia, sia per la sua storia, sia per la sua arte, nonché per la memoria delle origini cristiane del territorio di cui costituisce la più significativa testimonianza.
Origini Romane: Dal V Secolo alle Tracce Cristiane
Il toponimo cui si fa risalire la parola “Quarona” indica l’antichità del luogo, abitato probabilmente da tribù celtiche o preromane e poi romane a partire dal II secolo come testimoniano i rinvenimenti archeologici della casa fortificata a pianta quadrata che si trasformerà, in seguito, nella chiesa di san Giovanni al Monte.
Gli scavi archeologici che sono stati eseguiti nella seconda metà del XX secolo e gli studi che ne sono conseguiti, hanno permesso di individuare le più antiche tracce di costruzione dell’edificio nella zona dell’abside della navata inferiore.
Probabilmente si trattava di una abitazione o di un fortilizio di epoca romana, presso il quale, per motivi ancora oscuri, si sarebbe poi sviluppato il primo sacello di culto cristiano.
Due frammenti di epigrafi funerarie, databili a cavallo della prima metà del V secolo, testimoniano la presenza di fedeli cristiani sepolti nel sito, indice di una precoce cristianizzazione della zona.
L’Evoluzione Medievale: Dal Battistero alla Chiesa Bicellulare
Nel corso dell’Alto Medioevo, accanto alla chiesa primitiva dedicata a Santa Maria, venne costruito un battistero che, successivamente ingrandito nel corso dei secoli, divenne l’attuale navata superiore dell’edificio.
Proprio la presenza del fonte, forse il primo di tutta la valle, introdusse la devozione verso il Battista che sostituì la Vergine nell’intitolazione.
Nell’XI secolo si assiste alla fase cosiddetta romanica dell’edificio, che conferì al San Giovanni l’originale configurazione di chiesa a due navate che ancora oggi possiede.
Le varie parti che, nel corso dei secoli precedenti, concorsero a comporre l’edificio vennero tra loro definitivamente assemblate, non solo strutturalmente ma anche dal punto di vista funzionale, con la realizzazione delle grandi arcate trasversali – innovazione dell’architettura romanica lombarda dell’XI secolo.
La Struttura Architettonica: Due Navate e Due Origini
L’interno è a due navate: la parte a destra, l’originaria chiesa di Santa Maria, è la più antica; a sinistra il battistero di San Giovanni. Gli affreschi rappresentano cicli organicamente completi, dipinti nell’arco di tre secoli (dal XIII al XVI sec.).
L’edificio presenta chiaramente i suoi due corpi costruttivi: uno di epoca romana e uno di epoca medioevale (il battistero), uniti da arcate romaniche che creano un’armonia architettonica straordinaria.
Il Campanile: Crollare e Rinascere
Il campanile, realizzato nel XV secolo, fu ricostruito nel XVIII secolo dopo un crollo. Questo dettaglio evidenzia come la chiesa, pur nella sua vetustà, sia rimasta sempre un luogo vivo, oggetto di continua cura e manutenzione.
Un Scrigno di Affreschi: Dall’Arte Romanica al Rinascimento
Sotto il profilo artistico, la Chiesa di San Giovanni al Monte rappresenta una vera e propria galleria d’arte medievale.
Qui vi sono le più antiche testimonianze della pittura in Valsesia: del XII secolo, che riprendono i moduli stereotipati dell’arte romanica e raffigurano la Madonna col Bambino, in trono, fra san Pietro e san Giovanni; le figure di san Cristoforo e, su una colonna, san Michele Arcangelo; nella parte battesimale l’immagine di san Giacomo di Compostela a cavallo.
Alla prima metà del XIV secolo risalgono le pitture dell’abside destra: nel catino vi è la figura di Gesù che incorona Maria e, nel cilindro, vi sono figure di santi e vescovi, in particolare a sinistra i santi evangelizzatori del novarese, Giulio, Giuliano e Agabio, poi i vescovi san Nicola e san Martino; nel sottarco sono dipinti medaglioni con i profeti.
Il Ciclo della Passione: Il “Maestro della Passione di Quarona”
Un’opera di particolare importanza è il ciclo tardo-quattrocentesco dedicato alla vita e passione di Cristo.
Sulla parete sud della seconda e terza campata vi sono affreschi tardo-quattrocenteschi con 28 scene della vita di Gesù, eseguiti intorno alla metà del ‘400, da un autore ignoto detto il “Maestro della Passione di Quarona”. Questi affreschi mostrano un’espressione di realismo che anticipa i gusti del Cinquecento.
La Beata Panacea: Devozione e Martirio
La Chiesa di San Giovanni al Monte è indissolubilmente legata alla figura della Beata Panacea, patrona della Valsesia.
Interamente coperti di affreschi di diversa epoca e stile sono i pilastri che dividono le due navate, testimonianza della devozione popolare, in particolare verso la piccola Beata Panacea che, proprio in questa chiesa fu battezzata e veniva a pregare.
Nel XV secolo, sul monte sopra la chiesa, la chiesa venne costruita nel XV secolo, forse nel 1409, ma l’anno esatto della sua costruzione è tramondato oralmente e non documentato in forma scritta. Il santuario venne costruito in onore della beata Panacea nel luogo del suo martirio.
La Transizione del 1617: Dal Monte al Centro
La chiesa di San Giovanni fu la parrocchiale di Quarona fino al 1617. In quell’anno, data la distanza dal centro del paese e la scomodità dell’accesso (come suggerisce il nome si trova infatti su un’altura), la sede della parrocchia venne trasferita a valle, nella chiesa di Sant’Antonio Abate.
Nel 1599 iniziarono i lavori di costruzione della nuova chiesa di Sant’Antonio Abate in paese, disegnata da padre Cleto da Castelletto Ticino; il luogo di culto venne consacrato dal vescovo di Novara Ferdinando Taverna il 9 ottobre 1617.
Il Compianto sul Cristo: Arte Lignea del Tardo Quattrocento
Con la demolizione della Cappella della Pietà, che era situata nella località che ne porta tuttora il nome (Ponte della Pietà), avvenuta nel 1884 per la costruzione della ferrovia Novara-Varallo, furono trasferiti nella chiesa di S. Giovanni frammenti di affreschi rappresentanti l’Annunciazione, l’Epifania, due Madonne, la Beata Panacea (datati 1483 e 1489) e posti presso la porta di entrata, mentre nel tempietto-ossario sulla sinistra del sagrato fu collocato il gruppo statuario ligneo del Compianto sul Cristo risalente al 1495 – 1500.
Restauri e Conservazione
La chiesa è stata restaurata negli anni ’50 del secolo scorso e conserva l’interno quasi completamente coperto da pregevoli affreschi di varie epoche. Oggi la chiesa rimane un capolavoro di arte medievale e un luogo di profonda spiritualità.
La Mulattiera Devozionale
La chiesa di San Giovanni al Monte è raggiungibile attraverso una mulattiera lungo la quale si possono ammirare alcune cappellette votive. Questo splendido percorso devozionale la collega poi al Santuario della Beata Panacea al Monte.
Un Patrimonio dell’Alto Piemonte
La Chiesa di San Giovanni al Monte rimane uno dei gioielli architettonici e artistici dell’Alto Piemonte, una testimonianza vivente di come arte, fede e storia si intrecciano in un territorio ricco di radici profonde.
Dalla fondazione romana agli affreschi medievali, dal martirio della Beata Panacea ai restauri moderni, questa chiesa racchiude i millenni di storia della Valsesia.
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