Funghi porcini

Un Piatto Cremoso tra Tradizione Culinaria, Raccolta Stagionale e Eccellenza Gastronomica del Piemonte Settentrionale.

Il risotto ai porcini rappresenta uno dei piatti più rappresentativi della cucina piemontese, particolarmente nella stagione fredda quando il raccolto autunnale di questi funghi nobili arriva a conclusione.

Nell’Alto Piemonte, dove la tradizione della raccolta funghi affonda le radici nei secoli, questo risotto cremoso racchiude i sapori più autentici delle vallate montane, dalle colline del Biellese ai boschi del Verbano Cusio Ossola fino agli altipiani di Vercelli.

I Porcini dell’Alto Piemonte: Una Tradizione Millenaria

La raccolta dei funghi nelle vallate piemontesi è pratica diffusa da tempi remoti, tramandata attraverso le generazioni e ancora viva oggi. Nell’Alto Piemonte, in particolare nelle province di Biella, Novara, Vercelli e Verbano Cusio Ossola, i boschi di faggio, abete e castagno offrono l’ambiente ideale per la crescita dei porcini.

Le specie di funghi raccolte variano da zona a zona e in base al periodo che indicativamente inizia verso fine aprile con le spugnole e termina verso metà novembre con gli ultimi porcini. I porcini estivi (Boletus aestivalis) compaiono già a fine estate, ma è in autunno che si raccolgono i porcini autunnali più corposi e saporiti.

Le Varietà di Porcini nelle Vallate dell’Alto Piemonte

Il porcino chiaro è fungo presente nei boschi di faggio, abete e castagno. Si raccoglie tra la fine dell’estate e l’autunno e ha un ottimo profumo. Il porcino rosso ha polpa bianca e soda, gambo robusto e cresce in boschi di aghifoglie e latifoglie.

Ogni varietà conferisce al risotto un’aromaticità particolare: i porcini dei faggi biellesi offrono un profumo intenso e terroso, mentre quelli raccolti nei boschi dell’Ossola presentano note più delicate e algide, influenzate dall’altitudine e dall’umidità dei boschi alpini.

La Val Vigezzo: Il Cuore della Raccolta nell’Alto Piemonte

La Val Vigezzo, situata nella provincia del Verbano Cusio Ossola, è uno dei luoghi più famosi per la raccolta dei funghi in Piemonte. In questa valle, la tradizione del “bulaiè” (raccoglitore di funghi) mantiene vivi i segreti ancestrali della ricerca nei boschi, trasmessi di padre in figlio.

La Ricetta Tradizionale: Risotto ai Porcini

Ingredienti per 4 persone:

  • 400 g di porcini freschi (o 50 g di porcini secchi)
  • 320 g di riso Carnaroli o Arborio
  • 1 cipolla piccola dorata, tritata finemente
  • 1 spicchio di aglio
  • 60 g di burro
  • 2 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • 1 litro di brodo vegetale caldo
  • 2 cucchiai rasi di prezzemolo tritato
  • 50 g di Parmigiano Reggiano grattugiato
  • sale e pepe macinato al momento
  • 1/2 bicchiere di vino bianco secco

Preparazione: La Tecnica Piemontese

La polpa del porcino non annerisce neppure dopo il taglio e conserva tutto il suo sapore e l’inconfondibile profumo, anche dopo la cottura.

Pulite i porcini freschi raschiando delicatamente con un coltellino il terriccio dal gambo e passando sulle cappelle uno strofinaccio morbido leggermente inumidito (non lavateli per evitare che assorbano umidità e perdano sapore). Tagliateli a fettine sottili.

In una casseruola capiente, fate rosolare la cipolla tritata con il burro e l’olio a fuoco basso. Quando la cipolla sarà leggermente appassita, aggiungete il riso e tostatelo per 2 minuti, mescolando continuamente. Sfumate con il vino bianco, alzate la fiamma e lasciate evaporare l’alcol completamente.

Abbassate la fiamma e iniziate ad aggiungere il brodo caldo un mestolo alla volta, mescolando di tanto in tanto. Quando il brodo penetra nei chicchi di riso e il liquido si riduce, aggiungete un nuovo mestolo. Questo processo richiede circa 18-20 minuti.

A metà cottura, aggiungete i porcini tagliati a fettine e lo spicchio di aglio tritato. Continuate la cottura, regolando il sapore con sale e pepe macinato al momento.

Quando il riso raggiunge la consistenza desiderata (cremoso all’esterno ma con il chicco ancora leggermente al dente), spegnete il fuoco e mantecate vigorosamente con il burro rimanente, il Parmigiano Reggiano grattugiato e il prezzemolo tritato.

L’Importanza della Mantecatura: Il Segreto della Cremosità

La mantecatura finale è il segreto che trasforma il risotto ai porcini in un piatto indimenticabile. Il burro e il Parmigiano Reggiano non devono semplicemente mescolarsi al riso, ma creare un’emulsione cremosa che avvolga ogni chicco.

Questo processo richiede forza, ritmo e passione: i veri maestri di risotto piemontesi lo fanno con movimenti precisi, mantenendo la temperatura giusta e il timing perfetto.

Varianti dell’Alto Piemonte: Dai Porcini Secchi alle Nocciole

Durante i mesi invernali, quando i porcini freschi scarseggiano, le cuoche dell’Alto Piemonte ricorrono ai porcini secchi, che vengono reidratati in acqua tiepida per 30 minuti. L’acqua di reidratazione, ricca di sapori, viene filtrata e aggiunta al brodo, concentrando ulteriormente il profumo e il sapore del piatto.

Una variante affascinante vede l’aggiunta di nocciole tostate (ingrediente tipico del Biellese) nella mantecatura finale, che aggiunge una nota croccante e di profondità al risotto.

L’Abbinamento con i Vini dell’Alto Piemonte

Il risotto ai porcini si abbina magistralmente con i vini rossi leggeri dell’Alto Piemonte. Il Ghemme DOCG, con la sua struttura elegante, evidenzia le note boschive del risotto, mentre il Gattinara DOCG, più persistente, offre un contrasto interessante. Per chi preferisce il bianco, l’Erbaluce di Caluso DOCG nella sua versione spumante crea un’armonia raffinata.

Conservazione e Consigli Pratici

Il risotto ai porcini si serve rigorosamente non appena è pronto, quando la cremosità è al suo massimo. Avanzato, può essere conservato in frigorifero per un giorno, ma il consiglio è di riscaldarlo delicatamente aggiungendo un poco di brodo caldo per restituirgli la consistenza originaria.


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