Dal 31 ottobre al 4 aprile 2027 il Castello Visconteo Sforzesco di Novara ospiterà  «Hayez, Boldini, Casorati. Moda e costume nella società moderna», una mostra curata da Elisabetta Chiodini, che propone un viaggio nell’evoluzione della moda e del costume tra i primi anni dell’Ottocento e gli anni Venti del Novecento.

Organizzata da Mets Percorsi d’Arte insieme al Comune di Novara e alla Fondazione Castello di Novara, l’esposizione legherà in relazione dipinti, abiti, accessori e oggetti d’uso, offrendo una lettura della società attraverso il linguaggio dell’arte e della moda.

Il percorso si sviluppa in otto sezioni cronologiche  tra  i  capolavori della pittura italiana provenienti da importanti collezioni pubbliche e private, accostati a capi d’abbigliamento e accessori conservati nelle Collezioni Civiche di Palazzo Morando-Costume Moda Immagine di Milano e in raccolte private, che permette di osservare come l’abito sia stato, nel corso di oltre un secolo, non soltanto un elemento estetico, ma uno specchio dei mutamenti culturali, sociali ed economici.

La mostra si apre con gli anni del Neoclassicismo, quando nell’Ottocento la moda femminile si ispira ai modelli dell’antichità greco-romana, dove i ritratti di Andrea Appiani testimoniano il gusto per gli abiti in lino e mussolina a vita alta, dalle linee essenziali, completati da raffinati accessori.

Con il procedere del secolo le gonne acquistano volume, il punto vita torna nella posizione naturale e compaiono le caratteristiche maniche à gigot, simbolo della stagione romantica e si consolida il guardaroba maschile, sempre più vicino al moderno completo formato da giacca, pantaloni, panciotto e camicia.

Gli anni Quaranta e Cinquanta sono dominati dall’espansione delle gonne grazie alle crinoline e, successivamente, alle strutture in cerchi metallici che consentono volumi spettacolari, così i ritratti di Francesco Hayez documentano questa stagione della moda, in cui eleganza e rappresentazione dello status procedono di pari passo.

Nel decennio successivo interviene la rivoluzione di Charles Frederick Worth, considerato il primo grande couturier della storia, che ridefinisce la figura femminile e apre la strada alla tournure, destinata a caratterizzare gli anni Settanta.

Drappeggi, passamanerie, merletti e raffinati giochi di tessuti sostituiscono progressivamente le grandi gonne, mentre le giacche aderenti contribuiscono a una silhouette più slanciata.

Gli anni Ottanta vedono il ritorno di una tournure accentuata, accompagnata da abiti sempre più ricchi e sofisticati, con il confronto tra il pastello «Foglie d’autunno» di Giuseppe De Nittis e un abito in velluto della sartoria milanese Marianna Cantelli, appartenuto a Costanza Adamoli Gibbs, che restituisce la moda dell’epoca.

Negli anni Novanta l’attenzione si sposta sulle maniche, che diventano sempre più ampie fino a rappresentare il principale elemento dell’abito, mentre le gonne assumono una forma a campana.

Una sezione autonoma affronta un tema insolito quanto significativo come il fumo al femminile, che emerge come simbolo di emancipazione, libertà e cambiamento dei costumi.

L’ultima parte dell’esposizione accompagna nei primi decenni del Novecento, quando la moda abbandona progressivamente corsetti e silhouette «a S» per adottare linee più semplici e funzionali. Tra gli artisti presenti ci sono Andrea Appiani, Giuseppe Canella, Francesco Hayez, Silvestro Lega, Federico Faruffini, Giovanni Boldini, Giuseppe De Nittis, Vittorio Matteo Corcos, Felice Casorati, Anselmo Bucci e altri protagonisti della pittura italiana dell’Ottocento e del primo Novecento.

Ad accompagnare la mostra sarà un catalogo edito da Mets Percorsi d’Arte, con saggi di Elisabetta Chiodini, Francina Chiara, Andrea Bruciati e Camilla Testi, oltre a schede scientifiche e al regesto completo delle opere esposte.

L’esposizione è realizzata con il sostegno di istituzioni pubbliche e partner privati, confermando il Castello di Novara come uno dei principali poli espositivi del panorama culturale italiano.