Il Museo Archeologico della Pietra Ollare del Parco di Malesco celebra i suoi vent’anni con un fine settimana dedicato alla storia del territorio e ai reperti che, nel corso del tempo, hanno permesso di ricostruirne pratiche, saperi e relazioni.

Sabato 24 e domenica 25 ottobre il Parco Nazionale della Val Grande propone un programma tra approfondimento scientifico, esperienze dirette e conoscenza del paesaggio, con l’obiettivo di restituire non solo gli oggetti conservati nelle collezioni, ma le storie che continuano a raccontare.

La giornata di sabato 24 ottobre sarà dedicata a “La parola agli esperti”, affidata ad archeologi, geologi e archeobotanici che negli anni hanno studiato i materiali provenienti dalla Val Vigezzo. Dalla pietra ollare al legno, dalle ceramiche ai vetri, dal vasellame metallico agli ornamenti, fino agli strumenti di lavoro e alle monete, il patrimonio museale sarà visto attraverso prospettive diverse, capaci di restituire vita e significato a reperti spesso apparentemente semplici.
Il convegno, dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 14.30 alle 17.30, riunirà vari studiosi e specialisti, con interventi dedicati alle risorse del territorio, alle pratiche quotidiane, agli scambi, ai rituali e agli oggetti della vita materiale.

Domenica 25 ottobre il racconto passerà dalla teoria all’esperienza, con una serie di postazioni di archeologia sperimentale dedicate alla tessitura, alla lavorazione della ceramica e del legno, alla battitura della moneta, alla decorazione a sbalzo dei metalli, alle armi e al tiro con l’arco, per comprendere concretamente le tecniche, le abilità e i gesti che si nascondono dietro molti degli oggetti oggi conservati al Museo.

Sempre domenica saranno proposte due escursioni guidate tra pietra ollare e archeologia rupestre, accompagnate dalle Guide Ufficiali del Parco Nazionale della Val Grande.

Alle 10.30 il percorso condurrà alla scoperta del Sasso Scivolone, antico masso legato a riti propiziatori della fertilità e alle 15 sarà la volta del Sas d’la lesna, caratterizzato dalla presenza di incisioni a coppelle.

Il ventennale rappresenta non soltanto una celebrazione, ma un’occasione per vedere il ruolo del Museo come presidio culturale del territorio, nel quale archeologia, paesaggio e comunità continuano a dialogare, trasformando i reperti in strumenti di conoscenza e il passato in una chiave di lettura del presente.

Per vent’anni il Museo ha costruito un legame profondo con la Valle Vigezzo e con il sistema culturale del Parco Nazionale della Val Grande e il programma del 24 e 25 ottobre ne restituisce pienamente lo spirito di studiare, conservare, raccontare e soprattutto rendere accessibile il patrimonio, affinché la storia non resti confinata nelle vetrine, ma continui a essere vissuta e compresa.