Dal Mercoledì delle Ceneri inizia la Quaresima: quaranta giorni di preghiera, digiuno ed elemosina che preparano i fedeli alla Pasqua, tra liturgia e antiche usanze contadine
Il 18 febbraio 2026 ha segnato l’inizio della Quaresima, il tempo liturgico più austero del calendario cristiano cattolico.
Quaranta giorni di riflessione, penitenza e preghiera che si concluderanno il Giovedì Santo, 2 aprile 2026, vigilia del Triduo pasquale.
Il Significato della Parola e le Origini Storiche
Il nome deriva dal latino ecclesiastico Quadragesima — “quarantesimo” — in riferimento ai quaranta giorni trascorsi da Gesù nel deserto dopo il battesimo nel Giordano, prima del suo ministero pubblico.
La prima codificazione di un periodo di quaranta giorni si trova nel Concilio di Nicea del 325, quando la pratica — già diffusa in forma diversa nelle chiese locali — venne progressivamente uniformata in Oriente e Occidente.
Digiuno, Astinenza e Preghiera: le Tre Pratiche Fondamentali
La Chiesa cattolica oggi prescrive il digiuno obbligatorio solo in due giorni: il Mercoledì delle Ceneri e il Venerdì Santo.
Ogni venerdì di Quaresima è giorno di astinenza dalla carne; i paramenti liturgici assumono il colore viola, segno di penitenza e raccoglimento.
Il rito del Mercoledì delle Ceneri — le ceneri imposte sulla fronte con le parole “Ricordati che sei polvere e polvere ritornerai” — è il segno più visibile e antico del periodo.
Una Nota sul Rito Ambrosiano
Le diocesi che seguono il rito ambrosiano — tra cui Milano e parte del territorio confinante con il VCO — iniziano la Quaresima non il Mercoledì delle Ceneri, ma la domenica successiva.
La differenza sta nel computo dei giorni: nel rito ambrosiano le domeniche sono incluse nel percorso penitenziale, quindi si parte più tardi per raggiungere ugualmente i quaranta giorni.
Le Tradizioni Contadine nell’Alto Piemonte
Nelle campagne dell’Alto Piemonte, fino al Novecento, la Quaresima segnava una svolta radicale nella vita domestica e alimentare.
Con il Mercoledì delle Ceneri le macellerie chiudevano e la carne scompariva dalle tavole — solo in casi di malattia era consentito un acquisto, a turno tra le botteghe del paese.
La cucina quaresimale si basava su pangrattato fritto in olio con acciughe salate: un condimento povero e penitenziale che accompagnava la pasta per tutta la durata del periodo.
Le donne erano tenute a limitare la cura dell’aspetto come segno di partecipazione allo spirito penitenziale, evitando la vanità nei quaranta giorni di preparazione alla Pasqua.
La Quaresima Oggi
Le pratiche quaresimali si sono alleggerite nel corso del Novecento, ma molte famiglie dell’Alto Piemonte mantengono ancora usanze legate al digiuno del venerdì e alla Via Crucis nelle chiese parrocchiali.
In molte comunità della Valsesia, del Biellese e del Verbano-Cusio-Ossola la Quaresima coincide con il risveglio della vita religiosa locale, con novene, processioni e momenti di preghiera comunitaria che scandiscono le settimane fino a Pasqua.
Hai un evento, un’iniziativa o una notizia di rilievo da condividere con il nostro pubblico?
Se hai un’azienda o svolgi un’attività che desideri promuovere, Alto Piemonte MAG è il luogo ideale per farti conoscere.
Contatta la nostra redazione per pubblicare articoli, promuovere eventi o condividere novità legate al territorio.
Scrivici a redazione@altopiemontemag.it o chiamaci al +39 371 173 9786
Siamo a tua disposizione per dare visibilità alle tue iniziative e far conoscere le eccellenze dell’Alto Piemonte!
