Natale per Alessandria è il momento di Gelindo, la commedia in dialetto che racconta la storia della natività, arrivata alla 101esima rappresentazione, che tornerà in scena il giorno di Natale alle 21 al teatro San Francesco di Alessandria. 

Saranno sette le rappresentazioni che andranno avanti fino all’11 gennaio 2026, cioè il 26 dicembre, poi il 4, 5, 6, 10 e 11 gennaio 2026.

La prevendita è attiva dal 9 dicembre il martedì e giovedì dalle 17 alle 19 e il sabato dalle 10 alle 12 al teatro San Francesco.

Il Gelindo è una rappresentazione teatrale sacra Piemontese, divisa in due atti, di tradizione secolare, conosciuta anche con il nome “Divòta Comedia ed è  la più conosciuta e riprodotta durante il periodo natalizio.

La Divòta Comedia ha origine nel Monferrato e la sua prima scrittura risale, secondo gli studiosi, al XVII secolo e presenta forti somiglianze con il teatro medievale dell’area franco piemontese, i Misteri e i presepi viventi, diventati in seguito drammi sacri.

Si racconta le vicende del pastore Gelindo, un uomo semplice, burbero e testone, ma dal cuore d’oro,  che per obbedire al censimento dell’imperatore lascia la sua casa e la sua famiglia  in Monferrato e intraprende un viaggio che lo porterà a Betlemme dove incontrerà Giuseppe e Maria e assisterà per primo, secondo la storia, alla nascita del bambino Gesù.

Ad accompagnarlo nel viaggio ci sarà un agnellino posto intorno al suo collo e legato con le quattro zampe, davanti, sul petto, destinato a diventare simbolo della figura del Gelindo.

Nella storia sono da vedere la rappresentazione di scene contadinesche, messe in atto proprio per mostrare e raccogliere la meraviglia delle anime più semplici.

La figura del Gelindo ha lasciato traccia anche nei proverbi e nei modi di dire piemontesi come ad esempio la frase  “Gelindo ritorna” è legata a chi tenta di fare qualcosa, ma ogni volta torna sui suoi passi, senza concludere nulla.

In effetti nella rappresentazione c’è un atteggiamento di Gelindo che si rifà al modo di dire, infatti vorrebbe partire, ma più volte rimanda la partenza o perché si dimentica di qualcosa oppure inizia il suo cammino, ma poi torna sui suoi passi in quanto non si fida della moglie e ogni volta vuole darle ulteriori raccomandazioni.

La storia di Gelindo nel tempo ebbe rifacimenti e traduzioni, arrivando fino in Liguria e Lombardia, inoltre visse una grande fortuna nel periodo tra le due guerre, quando fu utilizzata anche come lettura dialogata nelle veglie contadine.

Fino alla Seconda Guerra Mondiale Gelindo era il protagonista natalizio per eccellenza in Piemonte, al punto  che la sua storia era la più narrata della regione, come dimostrano i racconti degli anziani che ricordano le rappresentazioni in dialetto improvvisate in stalle, teatri o oratori.