Nel cuore dell’ex ghetto, il Tempio israelitico in stile moresco racconta sei secoli di presenza ebraica in città: dall’emancipazione del 1848 ai restauri contemporanei, un gioiello di oltre mille metri quadri che torna a vivere.
In via Foa 56/58, nel cuore dell’antico ghetto di Vercelli, si erge una delle sinagoghe più imponenti del Piemonte.
In particolare, il Tempio israelitico rappresenta un esempio monumentale di architettura dell’emancipazione. La sua superficie supera i mille metri quadri.
Infatti, la comunità ebraica di Vercelli vanta origini antiche. Le prime notizie risalgono al XIV secolo, mentre un documento del 1446 attesta due residenti ebrei in città.
Successivamente, nel 1740 le autorità sabaude istituirono il ghetto nell’area di via Foa. All’interno sorgeva un piccolo oratorio che serviva da luogo di preghiera.
Tuttavia, con l’emancipazione del 1848 la comunità ottenne la piena equiparazione civile. Per questo motivo, decise di costruire un tempio grandioso, degno dei suoi oltre 600 membri.
Il progetto e lo stile moresco del Tempio
Inizialmente, la comunità affidò il progetto all’architetto Marco Treves. Treves era un professionista ebreo vercellese, già autore della grande sinagoga di Firenze.
Il suo progetto si rivelò però troppo costoso. Di conseguenza, l’architetto Giuseppe Locarni ne curò la realizzazione tra il 1874 e il 1878.
Dal punto di vista architettonico, l’edificio riprende lo stile moresco, diffuso nelle sinagoghe europee dell’Ottocento. La facciata presenta arenaria bicroma a fasce orizzontali e un grande rosone.
Inoltre, sopra l’ingresso campeggiano le Tavole della Legge in pietra. L’interno si sviluppa a tre navate con colonne e capitelli in ghisa di gusto bizantino.
Diversi artisti vercellesi contribuirono anche alla decorazione. Ad esempio, il pittore Carlo Costa, lo scultore Ercole Villa e Michele Fornari per le vetrate policrome.
Degrado, restauri e il Museo Ebraico
Dopo la Seconda guerra mondiale, il declino demografico colpì duramente la comunità. A lungo il tempio rimase chiuso e in condizioni di grave degrado.
A partire dal 2003, la presidente Rossella Bottini Treves avviò una campagna di restauro con fondi pubblici e privati. Nel 2004 i restauratori riportarono allo splendore originale le vetrate.
Infine, nel 2017 la comunità allestì il Museo Ebraico all’interno di uno dei matronei. Oggi la sinagoga accoglie visite guidate, concerti e attività culturali.
Per prenotare una visita è possibile contattare la Comunità Ebraica al tel. 339 2579283 oppure scrivere a didattica@comunitaebraicavercelli.it.
Fonti
it.wikipedia.org — Sinagoga di Vercelli, Wikipedia
visitjewishitaly.it — Sinagoga di Vercelli, Visit Jewish Italy
visitvalsesiavercelli.it — Sinagoga, Visit Valsesia Vercelli
lattes-valentini.it — Tempio israelitico Vercelli, Sequenze
moked.it — La sinagoga di Vercelli, esempio dell’emancipazione, Moked
primavercelli.it — Tornano le visite alla Sinagoga e al Museo, Prima Vercelli (gen. 2026)
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