Federico Rosazza e la Massoneria

Nell’alta Valle Cervo sorge Rosazza, il piccolo comune dove ogni pietra racconta i segreti della massoneria biellese ottocentesca.

Nell’alta Valle Cervo, a circa 900 metri di quota, sorge uno dei borghi più enigmatici d’Italia. Rosazza, piccolo comune di appena 93 abitanti in provincia di Biella, custodisce infatti un patrimonio architettonico unico, intriso di simbologia massonica ed esoterica.

Per questo motivo è inserito tra i Borghi più Belli d’Italia.

A trasformare questo villaggio montano fu Federico Rosazza Pistolet (1813–1899). Nato proprio qui, laureato in giurisprudenza, il giovane Federico strinse amicizia con Giuseppe Mazzini e di conseguenza aderì alla Giovine Italia. In seguito divenne Senatore del Regno e soprattutto Gran Maestro Venerabile della massoneria biellese.

Un dolore che cambiò tutto

La perdita della moglie e dell’unica figlia segnarono profondamente la vita di Rosazza. Dopo questi lutti il senatore si avvicinò quindi al mondo dell’occultismo e dello spiritismo. Tornò nel suo borgo natale con un progetto ambizioso: ridisegnare interamente il paese insieme all’amico Giuseppe Maffei, pittore e architetto originario di Graglia.

Nell’ultimo trentennio dell’Ottocento i due realizzarono pertanto numerose opere pubbliche a proprie spese. Costruirono strade, mulattiere e fontane, utilizzando inoltre manodopera e materiali locali. In questo modo contribuirono anche allo sviluppo economico della comunità montana.

Simboli massonici nascosti ovunque

Ogni edificio del borgo racconta un messaggio cifrato. La chiesa parrocchiale, edificata nel 1876, mescola stili lombardo, romanico, rinascimentale, bizantino e arabo. All’interno colpisce soprattutto la volta stellata dipinta di blu con le costellazioni dell’Orsa Maggiore, dell’Orsa Minore e della Croce del Sud. Il pavimento alterna inoltre piastrelle bianche e nere, richiamo diretto ai templi massonici.

Per le vie del borgo si scorgono quindi rose scolpite nella pietra, stelle a cinque punte, clessidre e scale a pioli. Le fontane pubbliche sono dette “parlanti” perché su ciascuna compaiono frasi incise che invitano alla meditazione. Rosazza volle infatti portare l’acqua corrente ovunque nel paese, anticipando così i tempi.

Il castello e il municipio

Il castello neogotico, residenza estiva del senatore, presenta colonne ispirate ai templi antichi. Lo stemma di famiglia reca inoltre l’iscrizione latina “circumdo vespres astra imitata rosa”, ovvero: io, rosa, avvolgo i rovi imitando gli astri. Il Palazzo comunale ospita invece una torre con merlature ghibelline e una scala di marmo bianco. Proprio qui, secondo la tradizione, Rosazza teneva le riunioni segrete della loggia.

Anche il cimitero monumentale conserva numerosi elementi esoterici. Lo si raggiunge attraversando un suggestivo ponte di pietra a tre arcate, quasi una metafora del passaggio verso un’altra dimensione.

Un’eredità che vive ancora

L’opera più ambiziosa fu senza dubbio il collegamento stradale tra i santuari di San Giovanni d’Andorno e di Oropa. Una galleria sotto il Colle della Colma, costruita tra il 1889 e il 1898, è ancora percorribile oggi. Il borgo ha attirato inoltre l’attenzione di trasmissioni televisive come Voyager su Rai2 e ha fatto da set al film The Broken Key.

Rosazza è anche la testimonianza del mestiere degli scalpellini della valle, artigiani capaci di lavorare la sienite locale con una maestria apprezzata in tutto il mondo. La Casa Museo dell’Alta Valle Cervo documenta infine questa tradizione con arredi, strumenti e documenti d’epoca.

Federico Rosazza morì nel 1899 e riposa nel cimitero del Santuario di San Giovanni. Il suo borgo resta tuttora un luogo dove ogni pietra parla, per chi sa ascoltarla.

Fonti:

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