Il Museo del Cappello di Ghiffa aderirà alla decima edizione de La Notte degli Archivi, organizzata e promossa a livello nazionale da Archivissima aps, un momento dedicato alla promozione e valorizzazione dei patrimoni archivistici nel contesto dell’omonimo festival, che ha l’intento di restituire la ricchezza informativa e narrativa contenuta nei patrimoni degli archivi storici di enti, istituzioni, aziende.
Poiché il Museo del Cappello è anche luogo di conservazione dell’archivio del cappellificio Panizza, per l’occasione proporrà un’apertura speciale serale dalle 21 alle 23 e metterà in mostra il materiale archivistico della fabbrica di Ghiffa tra cataloghi di modelli, campionari di colori, lavorazioni e materiali, illustrazioni e materiali pubblicitari, loghi e carte intestate, ma anche le schede nominative delle centinaia di lavoratori della fabbrica, sfogliando le quali ciascuno potrà verificare se vi siano parenti e conoscenti.
Andrea Montorio, CEO di Promemoria Group e ideatore del Festival, ha detto che : “Quest’anno, più che mai, aspettiamo l’arrivo del Festival per festeggiare il decimo anniversario della Notte degli Archivi, il cuore pulsante di tutta l’iniziativa, che ci ricorda da dove siamo partiti e dove potremmo arrivare in futuro”
Tema di questa edizione è Dalla parte del futuro: la suggestione parte dall’idea dei mondi possibili e (im)possibili, e dell’idea di futuro che vogliamo costruire, custodendo il passato e immaginando nuovi modi e nuovi mondi.
Se è vero che l’evoluzione della specie avanza poco alla volta, il futuro dell’umanità è un concetto inclusivo, cucito da relazioni e diversità da valorizzare e tutelare, come gli archivi nascono collettivi, interrelati e interconnessi.
Il Museo dell’Arte del Cappello di Ghiffa, affacciato sul Lago Maggiore, ha nelle proprie sale la storia del glamour italiano della produzione del cappello e in quella che è oggi la sede del museo venivano prodotti i cappelli del marchio Panizza, azienda famosa a livello internazionale, esportatrice in tutto il mondo di uno stile e di una qualità unici.
L’esposizione è suddivisa nematicamente, la prima parte accompagna il visitatore in un percorso cronologico in cui è possibile ammirare i modelli che hanno segnato la storia del cappello e che ancora oggi dettano moda, come l’inconfondibile tuba risalente agli anni del Romanticismo o il classico cappello alla Rodolfo Valentino, tanto in voga negli anni Venti.
La seconda sezione è dedicata alla produzione Panizza, che vede sfilare modelli intramontabili come il cappello Safari o il Texas, divenuto famoso proprio perché simbolo del fascino dei film western.
Lungo il percorso ci sono esposti i macchinari con cui venivano prodotti i cappelli, accompagnati da filmati informativi che spiegano la lavorazione artigianale di queste opere d’arte.
L’ingresso al Museo del Cappello sarà per l’occasione gratuito.
