La Festa dei Mori e dei Cristiani è un rituale che lega le regioni dell’Italia e della Spagna, vittime durante la prima età moderna delle scorribande dei navigli barbareschi provenienti dalle vicine coste africane.
A differenza delle festività che si tengono nel Mezzogiorno italiano, ispirate alla battaglia di Lepanto (1571) o a qualche incursione turca o piratesca, le cerimonie organizzate nelle regioni sud-orientali della Spagna (Murcia, Castilla-La Mancha, Comunità Valenzana) commemorano la Reconquista, il lungo processo di “liberazione” della penisola iberica dalla secolare dominazione araba, culminata nel 1492 con la presa di Granada e agli inizi del XVII secolo con l’espulsione dei Moriscos.
Si tratta di rappresentazioni teatrali, che coinvolgono un numero considerevole di comparse in costume, a cui è demandato il compito di impersonare i Mori e i Cristiani e di simulare antiche e mitiche battaglie che a volte sofciano in una danza, per rappresentare l’incontro/scontro con le popolazioni musulmane che ritroviamo anche nelle suggestive sfilate dei Giganti.
Durante tali manifestazioni, oltre all’uso di indumenti e armi consoni alle epoche storiche cui si fa riferimento, spesso è previsto anche l’impiego di macchine sceniche di legno e le messa in scena di eventi e personaggi appartenenti ad epoche differenti all’insegna di un’allegra mescolanza festiva.
Nel caso dell’Italia è quasi sempre l’intervento miracoloso di un Santo o della Madonna a consentire il respingimento degli assalitori e oe più importanti feste italiane si svolgono in Abruzzo ( Tollo e Villamagna), Puglia (Fasano), Basilicata (Potenza e Matera) e Sicilia (Scicli).
Tali festività fanno riferimento ad eventi romanzati e, a volte, inventati, presentati come anticipazioni o repliche in scala ridotta dell’epico scontro avvenuto nel 1571 a Lepanto tra la flotta della Lega Santa e il naviglio imperiale ottomano.
La messa in scena spesso ruota attorno alla perdita e alla riconquista di una fortezza e si conclude con la sconfitta e la conversione dei Mori.
In Spagna, le Feste dei Mori e dei Cristiani rievocano la Reconquista militare della penisola iberica conclusasi alle soglie dell’età moderna ma, come accade in Italia, anche le comunità spagnole mescolano il ricordo della liberazione dal “dominio” arabo alle incursioni barbaresche risalenti ad epoche successive ad esempio l’Andalusia conserva la memoria della ribellione dei moriscos di Granada repressa da Filippo II nel XVI secolo.
La Spagna, oltre ad annoverare un numero di feste superiore all’Italia, ha una tradizione storica più antica, risalente agli anni che precedono la fine della Reconquista.
Di norma, le feste spagnole si dividono in tre fasi, la sfilata dei musulmani (entrada), la conquista della città anticipata da una trattativa (embajada) e la processione in onore della Madonna o del Santo Patrono, preceduta dalla riscossa delle milizie cristiane.
Lo scontro si conclude con la sconfitta definitiva degli invasori, a cui fa seguito l’eliminazione, l’espulsione o la conversione dei Mori.
La maggior parte delle rappresentazioni prevedono anche dialoghi e dispute sui dogmi religiosi, come quelle di Almansa (Castilla-La Mancha), Caravaca de la Cruz (Murcia) e Alcoy, Orihuela e Villajoyosa (Comunità Valenzana) che fanno parte di territori riconquistati in età medievale.
