Il vermouth nasce nel 1786 a Torino, dall’intuizione di Antonio Benedetto Carpano: ecco la storia del vino aromatizzato simbolo del Piemonte

Il nome suona straniero, ma il vermouth è una creazione piemontese al cento per cento.

La parola deriva dal tedesco Wermut, nome dell’artemisia maggiore, l’erba aromatica protagonista della ricetta originale.

Antonio Benedetto Carpano e la Bottega di Piazza Castello

Nel 1786 il giovane Antonio Benedetto Carpano lavorava come garzone in una liquoreria sotto i portici di piazza Castello a Torino.

Fu lui a mescolare vino moscato con un’infusione di oltre trenta erbe e spezie, dando vita alla formula che avrebbe conquistato prima la corte dei Savoia e poi il mondo.

Il successo fu immediato: il Re Vittorio Amedeo III rimase colpito dal prodotto, che divenne la bevanda ufficiale della corte sabauda.

Ancora oggi una lapide in piazza Castello ricorda quel momento fondativo.

Non un’Invenzione dal Nulla

È corretto dire che Carpano industrializzò il processo, più che inventare il vermouth dal nulla.

Vini aromatizzati con erbe esistevano già nell’antichità — i Greci li chiamavano vini ippocratici — e in Germania intorno al 1600 si produceva già un infuso di vino e assenzio chiamato Wermouth.

Fu però Carpano a codificare una ricetta precisa, a commercializzarla e a trasformarla in un prodotto di successo planetario.

La Diffusione: da Torino all’Europa

Dal Piemonte il vermouth si diffuse rapidamente in Francia e nel resto d’Europa, dove incontrò il favore di un pubblico che cercava alternative ai vini francesi, non disponibili dopo la guerra di successione spagnola del primo Settecento.

Nel 1863 nacque autonomamente la Martini & Rossi, fondata da Alessandro Martini e Luigi Rossi, che contribuì a portare il vermouth di Torino sui mercati internazionali.

Altri marchi storici come Cinzano e Gancia completarono il panorama produttivo piemontese, consolidando la regione come capitale mondiale del prodotto.

Il Vermouth di Torino Oggi

Dal 2017 il Vermouth di Torino è un’indicazione geografica registrata: può fregiarsi di questo nome solo il prodotto realizzato in Piemonte, con almeno il 75% di vino e la presenza obbligatoria di artemisie locali.

Oggi è uno degli ingredienti fondamentali della miscelazione moderna, presente in cocktail iconici come il Negroni, il Martini e l’Americano, e sta vivendo una nuova età dell’oro grazie alla riscoperta del rito dell’aperitivo.


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