Vin Brulé speziato

Dalle antiche tradizioni romane alle baite della Valsesia: come preparare la bevanda aromatica perfetta per le giornate fredde.

Il Vin Brulé (dal francese vin brûlé, vino bruciato) è il re indiscusso dell’inverno nelle valli alpine. Sebbene il nome richiami la Francia, le sue origini affondano nel Conditum Paradoxum dell’antica Roma.

In Alto Piemonte, questa bevanda è un vero rito sociale. Non esiste mercatino di Natale, da quello celebre degli Spazzacamini a Santa Maria Maggiore in Val Vigezzo fino al lago di Viverone, che non profumi di cannella e vino caldo.

La base fondamentale è un vino rosso di buon corpo e struttura. Nelle nostre zone si predilige spesso una Barbera giovane o un Nebbiolo non invecchiato, vini capaci di sostenere l’intensità delle spezie senza perdere il loro carattere fruttato.

La speziatura è l’anima della ricetta e il segreto del suo potere riscaldante. Chiodi di garofano, cannella e scorze di agrumi sono la “triade” classica, ma ogni famiglia custodisce varianti personali, come l’aggiunta di anice stellato, cardamomo o un tocco di zenzero.

Il trucco per un Vin Brulé perfetto risiede nella gestione della temperatura: il vino non deve mai bollire in modo tumultuoso (superando i 78°C l’alcol evaporerebbe troppo in fretta). Deve “fremere” dolcemente per permettere agli oli essenziali di sprigionarsi.

È la bevanda ideale per riscaldarsi dopo una sciata sulle piste di Mera o di Alagna, oppure da sorseggiare davanti al camino mentre fuori scende la neve, accompagnato magari da biscotti secchi o caldarroste.

Informazioni Pratiche

  • Difficoltà: Molto bassa.

  • Preparazione: 10 minuti.

  • Cottura: 15 minuti a fuoco dolce.

  • Note: Utilizzare solo scorze di agrumi non trattati, evitando la parte bianca (l’albedo) che risulterebbe amara.

Ingredienti per 4-6 persone

  • 1 litro di Vino Rosso corposo (es. Barbera, Dolcetto o Nebbiolo giovane).

  • 100-120g di Zucchero semolato (o miele per una versione più aromatica).

  • 2 stecche di Cannella intere.

  • 8-10 Chiodi di Garofano.

  • 2 Anice Stellato.

  • Scorza di 1 Arancia biologica.

  • Scorza di 1 Limone biologico.

  • Una spolverata di Noce Moscata.

  • 1 Mela a tocchetti (facoltativa, tradizione di alcune vallate).

Procedimento

  1. Lavare accuratamente gli agrumi. Con un pelapatate prelevare la scorza, facendo attenzione a non prendere la parte bianca amara.

  2. In una pentola capiente (meglio se d’acciaio o smaltata, evitare l’alluminio nudo), versare lo zucchero e tutte le spezie. Aggiungere un goccio di vino e mescolare per iniziare a sciogliere lo zucchero.

  3. Versare il resto del vino e aggiungere le scorze e la mela (se usata). Portare sul fuoco a fiamma medio-bassa.

  4. Mescolare finché lo zucchero non è completamente sciolto. Quando il vino inizia a fumare e a formare una leggera schiuma in superficie (primo bollore), abbassare al minimo e lasciar insaporire per 5 minuti, senza farlo bollire forte.

  5. Per chi desidera ridurre il grado alcolico, avvicinare con cautela una fiamma alla superficie del vino per fiammeggiare l’alcool in eccesso (passaggio facoltativo e scenografico).

  6. Filtrare il tutto con un colino a maglie strette e servire caldissimo in tazze di ceramica o bicchieri resistenti al calore.

Fonti Verificate:

  1. La Cucina Italiana – La storia e la ricetta del Vin Brulé (https://www.lacucinaitaliana.it)

  2. Valle Vigezzo Turismo – Tradizioni dei Mercatini di Natale (https://www.vallevigezzo.eu)

  3. GialloZafferano – Vin Brulé: dosi e preparazione (https://ricette.giallozafferano.it/Vin-brule.html)


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