Una vita tra l’acqua e il cielo azzurro dei Piemonte, sempre in cerca della Storia…
Sebastiano Vassalli nacque a Genova il 25 ottobre 1941, da Luciano, operaio di Voghera, e Alfreda Falaschi, di origini toscane.
Affidato a parenti paterni, visse fin da piccolo a Novara, inizialmente per brevi periodi, poi in modo stabile dal 1947, scegliendo la pianura risicola del Piemonte orientale per dedicarsi alla scrittura, ambientandovi molte delle sue opere.
Vassalli frequentò le scuole del centro città, le elementari all’istituto Sacro Cuore e al Ferrandi, le medie al Morandi.
Negli anni in cui frequentò il ginnasio-liceo Carlo Alberto scoprì la letteratura e la natura, con lunghe passeggiate sul fiume Ticino.
Contemporaneamente agli studi universitari, nella facoltà di lettere dell’Università degli studi di Milano, dove si laureò nel 1967, discutendo una tesi sull’arte contemporanea e la psicanalisi con Cesare Musatti iniziò le supplenze.
L’insegnamento nelle scuole medie e poi nelle superiori, presso il liceo artistico di Novara dove fu professore di italiano e storia, costituirono l’approdo obbligato per mantenersi prima e dopo la laurea, alternando lavori come imbianchino, agente di commercio librario e fattorino, sempre con una predilezione verso la pittura. L’esperienza di docente, conclusa nel 1979, lo portò anche ad una proficua collaborazione con la collana Letture per la scuola media edita da Einaudi, dove dal 1972 al 1977 curò note ai testi, prefazioni o introduzioni a opere di Leonardo Sciascia, Danilo Dolci, Renata Viganò, Mario Tobino, Malcolm X, Nuto Revelli e Antonio Gramsci.
Nel 1968 andò a vivere nella Casa Bossi, dell’architetto neoclassico Alessandro Antonelli, sui baluardi cittadini di Novara, con Luciana Ariatta, che sposò nel 1972 e con cui adottò un bambino nel 1978, Ermes, detto Marco.
Vassali debuttò con una piccola raccolta in tiratura limitata di poesia dal titolo Lui (egli) nel 1965, affermandosi con varie prose sperimentali presso Einaudi grazie all’interessamento del critico e docente universitario torinese Giorgio Bàrberi Squarotti, come Narcisso (Torino 1968) nella collana La ricerca letteraria curata da Guido Davico Bonino, Giorgio Manganelli e Sanguineti, Tempo di màssacro (1970) e il poemetto Il millennio che muore (1972)
Per le edizioni autoprodotte lo scrittore ideò le sigle CDE e poi Ant.Ed (con o senza punto e spazio), come anche una propria rivista legata all’avanguardia che durò soltanto quattro numeri, poi fondò un altro periodico, Pianura.
Partecipò a manifestazioni librarie in varie parti d’Italia pubblicando da editore fino al 1974 una ventina di libri, dal rarissimo Nel labirinto a quelli di Cesare Greppi, Nico Orengo e altri scrittori.
Abitare il vento del 1980 fu il primo tentativo di un distacco e di una svolta, anche in chiave narrativa dove il protagonista, come nel successivo Mareblù, pubblicato da Mondadori due anni dopo, si sente incapace di cambiare il mondo con metodi trasgressivi e rivoluzionari.
Vassalli raccontò poi del poeta Dino Campana, la cui vicenda è ripercorsa nel romanzo del 1984 La notte della cometa,
L’attenzione alla figura di Campana vide la riscoperta di una dimensione esistenziale anch’essa pura, da narrare, come la fanciullezza, è al centro della ricerca delle origini nel romanzo L’oro del mondo (1987), ambientato nell’immediato secondo dopoguerra tra fascismo e repubblica.
L’investigazione letteraria delle radici e dei segni di un passato approdò in romanzi storico-antropologici, prima al Seicento con La chimera, del 1990, poi al Settecento e al periodo napoleonico di Marco e Mattio, tra le Dolomiti della val di Zoldo e Venezia, uscito nel 1992, quindi all’Ottocento e agli inizi del Novecento con Il Cigno nel 1993, sulla mafia, e Cuore di pietra (1996), un’epopea della storia democratica dell’Unità d’Italia partendo da una casa.
Nei libri degli anni successivo lo scrittore si avvicinò al presente riscoprendo anche il racconto, con La morte di Marx e altri racconti del 2006 e L’italiano dell’anno successivo, poi con Dio, il diavolo e la mosca nel grande caldo dei prossimi mille anni (2008), prima del ritorno al romanzo con Le due chiese, del 2010, sempre per Einaudi, casa editrice dove coltivò divenne amico di Giulio Bollati e Roberto Cerati, che amava incontrare nelle trattorie della Bassa padana del Piemonte orientale tra i fiumi Sesia e Ticino.
Vassalli, dopo lo Strega e il Selezione Campiello vinti con La chimera nel 1990, non fece mai partecipare i suoi libri a concorsi letterari, con una scelta dichiarata anche sui risvolti di copertina.
Nel 2014 con Terre selvagge, collocato al tempo dei Romani, passò a Rizzoli, che cominciò a ripubblicare le sue opere.
Lo scrittore visse una vita semplice in un’abitazione isolata in mezzo alle risaie, in località Marangana di Biandrate, a pochi chilometri da Novara, restio a presentazioni pubbliche, ma generoso negli incontri con gli studenti delle scuole, inoltre non rinunciò ad appoggiare le iniziative nella propria città a sostegno della promozione della lettura intorno alla Biblioteca civica Negroni, curate dal Centro novarese di studi letterari, al quale donò nel 2006 biblioteca e archivio.
Sebastiano Vassalli morì, a causa di un tumore ai polmoni, nell’Hospice di Casale Monferrato il 26 luglio 2015.
