Castelli e Borghi da Scoprire

Tra storie di eresia, castelli medievali e tradizioni popolari dell’Alto Piemonte

La Val Sesia custodisce affascinanti leggende invernali che aleggeranno nei boschi nevosi e sulle pendici dei monti, trasformando il territorio in un labirinto di storie misteriose e suggestive.

Tra castelli diroccati, borghi medievali e le tracce di personaggi storici che hanno segnato la storia, la valle rivela un patrimonio culturale intrecciato tra mito e realtà, dove i lunghi e rigidi inverni amplificano il fascino narrativo di queste vicende straordinarie.

Fra Dolcino e la Leggenda della Parete Calva

Una delle leggende più affascinanti della Val Sesia è quella legata a Fra Dolcino (ca. 1250 – 1º giugno 1307), predicatore accusato di eresia che rappresenta una figura di ribellione e martirio.

Nel 1304, Fra Dolcino occupò militarmente la Valsesia, facendone un territorio franco dove attuare una comunità basata sulla povertà evangelica. Il predicatore si stanziò nella località denominata Parete Calva, presso Rassa, con i suoi seguaci, gli Apostolici o Gazzari.

Durante i lunghi e rigidi inverni tra il 1304 e il 1307, circa 4.000 persone sopravvissero sulla Parete Calva in condizioni terribili, scendendo occasionalmente a valle per razziare il necessario per vivere.

La popolazione locale, esasperata dalle razzie, si rivoltò: il 24 agosto 1305, riuniti nella chiesa parrocchiale di Scopa, i valsesiani giurarono sui Vangeli di combattere i Dolciniani fino al loro completo sterminio.

Successivamente, il Vescovo di Vercelli Raniero degli Avogadro, con il beneplacito del Papa Clemente V, bandì una vera e propria crociata (1306) contro Dolcino.

Nella Settimana Santa del 1307, le truppe di Raniero, rafforzate da balestrieri genovesi, espugnarono il Monte Rubello, dove Dolcino si era rifugiato. Il predicatore e la sua compagna Margherita Boninsegna furono catturati e, dopo pubbliche torture, arsi vivi sulla piazza di Vercelli il 1º giugno 1307.

Con il passare dei secoli, la storia di Fra Dolcino entrò nelle leggende popolari della Valle. Si narra che durante le notti di temporale invernale, le processioni dei morti salmodino versetti del Miserere tra i dirupi della Parete Calva, mentre la bella Margherita cavalcherebbe nelle notti di luna tra le montagne.

Oggi, il tracciato della fuga di Dolcino fino al Monte Rubello è divenuto un sentiero di trekking storico che percorre le Valsessera e il Biellese.

Il Castello di Vintebbio: Sentinella Misteriosa della Valle

Dominando il territorio con le sue massicce rovine, il Castello di Vintebbio rappresenta uno dei più importanti capolavori fortificati della Val Sesia.

Costruito attorno al IX secolo dai Vescovi di Vercelli (probabilmente verso il 750-800, e possibilmente sulle rovine di un castrum romano), il castello fu originariamente denominato “castrum Vintidi”.

Divenne un singolare consortile retto da varie famiglie nobili: gli Arborio, gli Avogadro, i Bellini, i Biamino, i De Rege, i Delvecchio, i Gattinara e i Salomone.

Il castello fu rimaneggiato ancora nel XIII secolo, ma il suo splendore terminò nel 1559, quando i Valsesiani lo smantellarono durante le rivoltÊche caratterizzavano il periodo. Oggi rimangono le imponenti rovine delle mura perimetrali e una torre quadrata, ancora capaci di evocare la grandezza passata.

Un’area picnic consente ai visitatori di godere di un panorama a 360° sulla vallata: dalle pianure vercellesi al Monte Rosa, passando per il fiume Sesia e il Monte Fenera.

La Leggenda d’Amore del Castello di Vintebbio

Una delle leggende più romantiche legate al Castello di Vintebbio racconta di una storia d’amore proibita. Un giovane povero di Vercelli aveva una relazione clandestina con la figlia di un ricco signore.

Il padre, scoperta la loro unione, ricattò il ragazzo obbligandolo a fare da guardia al castello di Vintebbio per il resto dei suoi giorni, isolandolo così dalla ragazza. Mesi dopo, la giovane donna, disperata e innamorata, si travestì da guardia e partì da Vercelli a cavallo per raggiungerlo.

Quando scoprì che il ragazzo aveva già trovato un’altra amante, presa dall’ira, si scagliò dalla finestra del castello, trasformando il luogo in testimone silenzioso di una tragedia d’amore che ancora oggi risuona tra le pietre diroccate durante le notti invernali.

Serravalle Sesia e il Castello degli Avondo

Negli ultimi chilometri della Bassa Val Sesia sorge Serravalle Sesia, borgo franco medievale fondato nel 1255 e ricco di testimonianze storiche. Accanto al Castello di Vintebbio, la comunità è dominata dal Castello degli Avondo, costruzione quattrocentesca successivamente restaurata dall’omonima famiglia nel XIX secolo.

Oggi il castello ospita il Museo di Storia, d’Arte e d’Antichità “Don Florindo Piolo”, dove i visitatori possono scoprire le tradizioni e il patrimonio della valle.

Gattinara e la Torre delle Castelle

Procedendo verso il fondovalle, sorge Gattinara, borgo franco medievale celebre per il suo rinomato vino D.O.C.G. e per la storica Torre delle Castelle, che si erge in un punto suggestivo e panoramico sul territorio.

La comunità è ricca di chiese affrescate: dalla Parrocchia di San Pietro (XIV secolo) in stile lombardo-ogivale, alla Chiesa di San Francesco, alla Chiesa di Santa Marta. A due chilometri dal centro si trova il Santuario di Santa Maria di Rado, che conserva una statua lignea quattrocentesca della Madonna Bruna.

I Borghi Minori: Testimoni Silenziosi

La Val Sesia conta innumerevoli borghi medievali meno noti ma ugualmente affascinanti. Rassa, pittoresco paesino alla confluenza dei torrenti Gronda e Sorba, è rinomato per la produzione di grappe aromatiche e ospita la Sagra del Mirtillo. Balmuccia, incastonato tra le montagne, conserva antiche case in pietra e la Chiesa di San Pietro del XVII secolo.

Varallo, conosciuto come la “Gerusalemme d’Italia” per il Sacro Monte, è un borgo dalle caratteristiche stradine e piazze accoglienti, dove il tempo sembra essersi fermato.

Escursioni Invernali tra Storia e Natura

Durante l’inverno, la Val Sesia si trasforma in un paesaggio fiabesco dove la neve amplifica il fascino delle leggende. Il sentiero di Fra Dolcino dalla Valsessera al Monte Rubello è percorribile in inverno con attrezzatura adatta, offrendo scorci incantevoli del percorso di fuga del predicatore eretico.

Le rovine del Castello di Vintebbio, raggiungibili con una breve passeggiata di 15 minuti, sono particolarmente suggestive in inverno quando il silenzio dei boschi innevati amplifica la sensazione di mistero e storia.


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