Baraggia biellese

Un paesaggio di brughiere, altipiani e risicoltura tra Biella e Vercelli

La Baraggia biellese rappresenta uno dei territori più affascinanti e particolari dell’Alto Piemonte.

Si tratta di un’area naturale protetta, istituita nel 1992, che si estende nelle province di Biella, Novara e Vercelli e riguarda ventidue comuni, con una riserva naturale di 3.980 ettari di territorio misto brughiera e praterie.

Un paesaggio unico che combina natura selvaggia, storia medievale e tradizione agricola secolare.

L’Origine del Nome: Dalle Radici Celtiche alla Letteratura

Il nome “Baraggia” ha origini antiche, forse celtiche, e sta ad indicare un terreno dove non possono crescere che rovi, vegetazione da sottobosco ricca di spine, erica, brugo e querce. Questo termine è stato utilizzato fin dall’antichità per distinguere quei terreni caratterizzati da una particolare struttura geologica che li differenzia dalla brughiera tradizionale.

La Geografia: Altipiani e Mancanza di Circolazione Idrica

Sul territorio, caratterizzato dalla presenza di altipiani, manca quasi del tutto la circolazione idrica superficiale e i terreni argillosi, fini e costipati, non sono aridi e per nulla fertili. Questa peculiarità morfologica ha caratterizzato per secoli il rapporto tra l’uomo e il territorio, determinando le forme di insediamento e le attività economiche sviluppate.

La Riserva Naturale delle Baragge: 7 Aree Protette

L’area gode di particolari caratteristiche archeologiche, paesaggistiche, naturalistiche, floristiche e storiche. La riserva naturale (territorio misto brughiera/praterie) si estende su 3.980 ettari e insiste su tutte e tre le province con sette distinte aree situate in ventidue comuni. L’Ente di gestione delle aree protette del Ticino e del Lago Maggiore sovrintende alla conservazione e valorizzazione di questo patrimonio.

La Bonifica: Dal 1922 alla Trasformazione Economica

Proprio a causa di queste particolari caratteristiche, che rendevano difficile la conversione del territorio a terreni agricoli, il 16 luglio 1922 il Decreto del Ministero per l’Economia Nazionale definì il comprensorio di Baraggia “territorio di bonifica”, da assoggettare quindi a trasformazione economica e sociale di pubblico interesse.

Il 9 dicembre 1950, con decreto n. 3862 a firma del Presidente della Repubblica Luigi Einaudi, venne costituito il Consorzio di Bonifica della Baraggia Biellese e Vercellese, ente pubblico economico per operare su quest’area mediante opere di bonifica e miglioramento fondiario.

La Risicoltura DOP: Dalla Leggenda al Riconoscimento Europeo

La coltivazione del riso in Baraggia affonda le radici nel lontano 1500: nel 1606 a Salussola il Notaio Carlo di Catulo segnalava l’importanza delle “risere”, nel 1609 Giulio Avogadro dei Signori di Vigliano e Valdengo presentò al Duca di Savoia la richiesta di coltivazione del riso nel comune di Balocco.

Il riconoscimento ufficiale della qualità di questo riso avvenne con il regolamento CE n. 982/2007, con il quale la Commissione delle Comunità Europee approvò la Denominazione di Origine Protetta per il Riso di Baraggia Biellese e Vercellese, primo e unico riso DOP italiano.

I Ricetti Medievali: Testimonianze di Storia

Il Baraggione che si estende fra Candelo e Cossato è quello più vasto e conosciuto, anche per la presenza di un antico ricetto – il Ricetto di Candelo – costituito da un nucleo fortificato in epoca medioevale all’interno del quale si svolgono manifestazioni culturali e rievocazioni storiche.

Il ricetto di Candelo è un borgo medievale rimasto intatto nel quale ci si può facilmente immergere e percepire la vita che in altri tempi animava le strade.

L’Ecomuseo: La Civiltà Rurale e l’Industria Tessile

Verso le Baragge vercellesi, a Castellengo, presso Cossato, è ubicato l’Ecomuseo del Cossatese e delle Baragge. Di rilievo l’antica chiesa dei santi Pietro e Paolo e il castello che la sovrasta.

La Baraggia non è soltanto un territorio naturale, ma anche una testimonianza viva della trasformazione economica e sociale dell’Alto Piemonte, dalla civiltà rurale contadina all’industrializzazione tessile.

La Gente di Baraggia: Pionieri e Tenacia

La meccanizzazione del lavoro agricolo ha contrastato l’esodo della popolazione rurale, costituita principalmente da quei “pionieri” che a inizio Novecento arrivarono in particolar modo dal Veneto e dalla Calabria, conosciuti per la forza e la tenacia che ancora oggi contraddistingue la “Gente di Baraggia”.

Paesaggi di Bellezza: Dal Monviso al Monte Rosa

Il territorio del comune di Candelo rientra in un’ampia parte della Riserva Naturale Orientata delle Baragge chiamata Baraggione, un’area di circa 5.000 ettari dal cui altopiano di Bellavista si può godere una magnifica vista su tutto l’arco alpino che va dal Monviso al Monte Rosa.

Escursioni e Fruizione del Territorio

Il territorio della riserva naturale è prevalentemente pianeggiante, ideali per escursioni podistiche (trekking) o a cavallo oppure ancora in bicicletta. La riserva naturale è attraversata da una fitta rete di percorsi ciclabili.

Un Patrimonio da Custodire

La Baraggia biellese rimane un territorio unico dove la natura selvaggia convive con la storia medievale, dove la tradizione agricola della risicoltura DOP rappresenta un eccellenza riconosciuta a livello europeo, e dove la cultura locale continua a tramandare le storie dei pionieri che hanno trasformato una terra povera in un patrimonio di bellezza e prosperità.


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