Secondo una leggenda piemontese, Sant’Eusebio, vescovo di Vercelli, nell’anno 369 per sfuggire alle persecuzioni in atto, si rifugiò tra la montagne di Oropa, in provincia di Biella, nascondendo nella nicchia di un masso erratico una statuetta lignea della Vergine Nera, ancora oggi cuore della venerazione locale.

Dopo la costruzione di un piccolo sacello, nei secoli fu ampliato l’intero complesso fino ad assumere il  monumentale Santuario di Oropa.

Il masso erratico della leggenda esiste ancora oggi,  presso l’angolo nord-ovest della chiesetta del santuario e ad esso, nel 1690,  fu  addossata una cappella in muratura ancora oggi utilizzata, denominata “Cappella del Roc” o “Cappella del Sasso”

Ma il masso da tempo immemorabile è chiamato  dei biellesi “Roc dla vita” cioè “Pietra della Vita” come parte di un culto che esisteva molto prima dell’avvento della religione cristiana e a esso ricorrevano le donne quando desideravano avere figli più facilmente.

Ci sono nei testi antichi varie testimonianze che descrivono questo rituale nei dettagli, originariamente il rito si teneva entrando nella stretta fenditura del masso, poi girando più volte attorno ad esso e infine battendovi con vigore il basso ventre.

Ma quando il masso venne coperto dalla cappelletta, forse per ostacolare l’utilizzo di questo rito antico, le donne trovarono lo stesso il modo di strisciare tra una piccola fenditura lasciata tra il sasso e il muro.

Con il passare del tempo anche il pertugio fu ostruito, ma ad Oropa vi sono ancora molti fedeli che si siedono sulla parte sporgente del masso per assicurarsi l’arrivo di un figlio.

Questa pratica bizzarra ha una ben precisa giustificazione e identità culturale dato che, secondo la cultura celtica, esisterebbero in natura delle energie che si concentrano lungo delle linee particolari che attraversano dei luoghi specifici.

Le grandi pietre  situate all’incrocio di queste linee in luoghi favorevoli, hanno la funzione di accumulatori di energia, e il contatto con esse agirebbe come un catalizzatore delle funzioni vitali.

A questo proposito si noti come l’immagine mariana di Oropa è la Madonna Nera, caratteristico simbolo che dovrebbe contrassegnare i luoghi di queste linee, che sono viste come reminescenze di culti precristiani della Grande Madre Terra.

Si racconta anche le Pietre della Vita pare fossero due e anche la seconda, collocata poco fuori dal santuario, è stata in parte nascosta da una cappella, ma reca incisa una data molto antica: CCCLXIX, che corrisponde al periodo dell’evangelizzazione del biellese.

Questa seconda pietra si trova  in un luogo del santuario di Oropa facilmente accessibile, ma pochi lo conoscono e quasi nessuno lo visita oggi.