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Tra maggio e giugno la conca dei rododendri del Parco Burcina regala uno spettacolo unico sulle Alpi: due ettari di fioriture colorate nel cuore del Biellese.

Con l’arrivo della primavera riapre al pubblico uno dei giardini botanici più spettacolari delle Alpi italiane. Il Parco della Burcina “Felice Piacenza” si estende per 57 ettari tra i comuni di Biella e Pollone, sul Bric Burcina, una collina che raggiunge gli 829 metri di quota.

L’ingresso è libero e gratuito tutto l’anno, ma è tra maggio e giugno che il parco offre il suo momento più straordinario: la fioritura della celebre conca dei rododendri.

Questa distesa di circa due ettari ospita oltre duecento varietà di rododendri e azalee. Quando sbocciano, i fiori ricoprono l’intera vallata di sfumature che vanno dal bianco al rosa intenso, dal lilla al rosso magenta. Lo spettacolo è visibile anche da lontano e attira ogni anno migliaia di visitatori da tutto il Piemonte e oltre.

Una storia che nasce dall’industria laniera

Le origini del parco risalgono alla metà dell’Ottocento. L’industriale laniero Giovanni Piacenza (1811–1883), nativo di Pollone e appassionato di giardinaggio, decise di trasformare la collina in un giardino paesistico ispirato allo stile inglese.

Fece piantare le prime sequoie, tracciare sentieri e realizzare un piccolo laghetto con fontane che esiste ancora oggi.

Fu però il figlio Felice Piacenza (1843–1938) a dedicare oltre cinquant’anni della sua vita all’ampliamento del parco. Senza avvalersi di architetti, Felice progettò personalmente la composizione paesaggistica e soprattutto la spettacolare conca di rododendri che rese la Burcina famosa.

Nel 1934 il parco divenne proprietà del Comune di Biella e nel 1980 fu istituita la Riserva Naturale con legge regionale.

Non solo rododendri

Il parco offre molto di più della celebre conca. Lungo i sentieri si incontrano infatti sequoie giganti, cedri dell’Atlante, cipressi calvi, faggi, abeti di Douglas, ciliegi da fiore, magnolie e una collezione di rose antiche.

A luglio fioriscono le ortensie, mentre in autunno il foliage trasforma il paesaggio in una tavolozza di rossi e gialli.

Tra le curiosità botaniche spicca la Davidia involucrata, nota come “albero dei fazzoletti” per i suoi caratteristici fiori bianchi. Il parco ha inoltre una rilevanza archeologica: nel 1959 fu scoperto un muro a secco a ferro di cavallo, interpretato come una tomba della tarda Età del Bronzo risalente al XIII secolo a.C.

Informazioni pratiche per la visita

L’ingresso principale si trova a Pollone, con un ampio parcheggio. Un secondo accesso è possibile dalla frazione Vandorno di Biella, da cui si raggiunge la conca dei rododendri in pochi minuti con un percorso pianeggiante.

Il parco è interamente pedonalizzato e l’accesso in auto per i disabili è consentito solo il giovedì.

Il sentiero principale sale dolcemente fino alla cima della collina, dove si trova la Torre Martini e un panorama a 180 gradi che spazia dalla Serra di Ivrea alle risaie del Vercellese.

Il percorso completo è di circa 7 chilometri andata e ritorno con un dislivello di 230 metri. Lungo il cammino si trovano inoltre panchine, aree picnic e la Trattoria Burcina per gustare i piatti della tradizione biellese.

Il parco è raggiungibile da Biella anche con il bus ATAP linea 350. Per chi arriva in autostrada, le uscite consigliate sono Carisio (dalla A4 da Milano) o Santhià (dalla A4 da Torino).

Fonti:

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