Fiera di primavera 2024 a Novara

Anche quest’anno tornerà a Novara la tradizionale Fiera di Primavera, dove  il 2 e il  3 marzo oltre 400 bancarelle invaderanno piazza Martiri e le strade vicine, fino all’Allea tra prodotti tipici, gastronomia, street food, articoli per la casa, abbigliamento, bigiotteria e molto altro ancora.

Situata tra il torrente Agogna e il Terdoppio, Novara secondo Catone venne fondata dai Levi, una tribù ligure stanziatasi tra la Sesia e il Ticino e, secondo Plinio, dai Galli Vertocomacori.

La storia dice che Novara fu edificata in un primo tempo dai Liguri e, dopo essere stata distrutta dai Galli di Belloveso, fu ricostruita dai Vertocomacori, popolazione proveniente dalla Provenza.

Verso il 222 a.C. il Novarese fu invaso dalle legioni romane che giunsero a Mediolanum in seguito alla guerra tra Roma e i Celti della Pianura Padana.

Con i popoli della Pianura Padana i romani stipularono dei trattati di alleanza con i quali si garantì l’autonomia alle popolazioni celtiche e la conservazione della loro etnia, così il territorio venne interessato da molte importanti vie di comunicazione che ebbero origine direttamente da Roma le quali, facilitando i transiti, favorirono i commerci.

Nei primi anni del Medioevo la storia della città fu travagliata, ma nel 570 d.C., con l’occupazione Longobarda, la situazione migliorò notevolmente, con una serie di importanti tappe della storia legate al cristianesimo, divulgato secondo la tradizione da SanGaudenzio, il primo vescovo della città.

Dopo l’anno Mille, Novara fu al centro di una serie di battaglie che coinvolsero le potenze italiane ed europee, come l’invasione della città da parte delle truppe di Enrico V che, nel 1110, ordinò la distruzione delle mura perimetrali.

Nel 1154, Novara fu sottomessa dal Barbarossa, e aderì poi alla Lega Lombarda, poi nel 1311 passò sotto il dominio dei Visconti.

Infine nel 1600, la città fu annessa ai domini spagnoli, e il re di Spagna ordinò che venisse eretta una piazzaforte militare, così i sobborghi della città vennero rasi al suolo, evento che suscitò un notevole malcontento nella popolazione.

Nel 1713, dopo il trattato d’Utrecht e Rastadt dell’11 aprile, Novara passò sotto il dominio austriaco e, con la pace di Vienna del 1734, fu concessa a Carlo Emanuele III, diventando parte dei domini dei Savoia.

In seguito alla rivoluzione francese Novara divenne capoluogo del dipartimento dell’Agogna, poi nel 1814 tornò ad essere dominio sabaudo.

Il periodo risorgimentale della città fu segnato da alcune battaglie significative combattute nei territori della zona, la prima si svolse nell’aprile del 1821, e coinvolse i liberali piemontesi e le truppe sabaude del re Carlo Felice, rinforzate dall’aiuto di reggimenti austriaci, presso il centro cittadino, e vide come conseguenza l’annessione all’impero austriaco di alcuni territori piemontesi.

La seconda battaglia, che accadde il 23 marzo 1849, vide fronteggiarsi Piemontesi ed Austriaci nella zona della Bicocca, situata nella parte sud della città.

Dopo la sconfitta dell’esercito piemontese nella battaglia il re Carlo Alberto decise di abdicare e lasciò il trono al figlio Vittorio Emanuele II, che diede inizio ai moti risorgimentali che porteranno all’unificazione.

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