Val Formazza in giugno

Giugno è il mese in cui la Val Formazza esplode. La neve si ritira dai sentieri, gli alpeggi riaprono, la cascata del Toce torna in piena forza e i borghi Walser si svegliano dopo l’inverno.

È il momento migliore per scoprire una delle valli più autentiche dell’Ossola — e di tutto il Piemonte.

La cascata del Toce: 143 metri di spettacolo

Il simbolo della Val Formazza è una delle cascate più alte e potenti d’Europa. Il fiume Toce, dopo il Lago di Morasco, si getta per 143 metri lungo una parete rocciosa chiara, visibile direttamente dalla strada che risale la valle. In giugno, con lo scioglimento delle nevi, la portata è al massimo stagionale.

Attenzione: la cascata è parzialmente regolata dall’impianto idroelettrico. Nei giorni di rilascio programmato il salto è ancora più scenografico. Prima di partire conviene verificare le date di piena apertura sul sito del Comune di Formazza o all’ufficio turistico locale.

I sentieri di giugno: dagli alpeggi al Passo del Gries

Da Riale — borgo Walser a 1.731 m — partono i sentieri più classici della valle. Il percorso verso il Passo del Gries (2.479 m) attraversa l’Alpe Bettelmatt e i laghi Morasco e Griessee, con panorami sulle cime delle Alpi Lepontine. Impegnativo, da riservare agli escursionisti allenati.

Per chi preferisce percorsi più accessibili, da Canza (1.419 m) parte il sentiero G99 verso il Lago Vannino e il Rifugio Margaroli — dislivello moderato, paesaggio di alta quota raggiungibile anche con la seggiovia del Sagersboden da Valdo. Il Vallone del Vannino è una delle mete più spettacolari dell’intera valle.

Da Fondovalle partono invece i sentieri adatti alle famiglie: percorsi tra boschi, borghi Walser e alpeggi panoramici, ideali per chi visita la valle per la prima volta.

I villaggi Walser: 800 anni di storia viva

La Val Formazza — Pomatt in lingua Walser — è la più antica colonia fondata da queste popolazioni germaniche nelle Alpi italiane. I primi coloni varcarono il Passo del Gries alla fine del XII secolo, insediandosi stabilmente ad alta quota. La loro eredità è ancora visibile nei borghi di Riale, Canza e Formazza: baite costruite con la tecnica Block-Bau, basamento in pietra e struttura in legno di larice, disposte sui pendii soleggiati.

A Ponte il Museo Casa Forte — edificio del XVI secolo — conserva documenti, oggetti e testimonianze della cultura Walser dell’alta valle.

Il Bettelmatt: il formaggio degli alpeggi

In giugno gli alpeggi riaprono e con loro la produzione del Bettelmatt — uno dei formaggi più rari e pregiati d’Italia. Prodotto in soli sette alpeggi, cinque dei quali in Val Formazza, ha un profumo e un sapore unici dovuti alla flora d’alta quota su cui pascolano le mucche. Si trova nei rifugi, negli agriturismi e presso i produttori locali durante tutta la stagione estiva.


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