Il Tricolore e il Piemonte hanno una storia comune lunga due secoli. Il territorio che oggi chiamiamo Alto Piemonte non fu semplice sfondo degli eventi. Fu protagonista attivo del cammino verso l’Unità e poi verso la Repubblica. Due momenti distanti nel tempo, uniti dallo stesso filo verde, bianco e rosso.
Il Tricolore nasce come bandiera piemontese
Carlo Alberto di Savoia, re di Sardegna — uno Stato composto da Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta e Sardegna — adottò il Tricolore con le strisce verticali come bandiera ufficiale del suo Stato. Al centro era collocato lo stemma di Casa Savoia: uno scudo rosso con una croce bianca. Geopop
Era il 1848. Lo stesso anno Carlo Alberto concesse lo Statuto Albertino, la prima costituzione del futuro Stato unitario. Lo Statuto sancì come forma di governo la monarchia costituzionale e stabilì che la bandiera del nuovo Stato debba essere il tricolore. Il Piemonte diventava il laboratorio politico dell’Italia unita. Skuola
Novara 1849: la sconfitta che cambiò tutto
L’anno dopo, il 23 marzo 1849, i campi a sud di Novara divennero teatro di una delle battaglie più decisive del Risorgimento. L’esercito piemontese di Carlo Alberto, capitanato dal generale polacco Chrzanowski, fu sconfitto dalle truppe austriache del maresciallo Radetzky. Quella stessa notte Carlo Alberto abdicò in favore del figlio Vittorio Emanuele tra le mura di Palazzo Bellini a Novara. A-Novara
Una sconfitta, ma non una fine. Malgrado la batosta, il Piemonte uscì rafforzato dalla Prima Guerra d’Indipendenza. Lo Statuto non fu abrogato, i Savoia rimasero al loro posto, e il Regno di Sardegna ospitò molti esuli da altri stati italiani, diventando il più concreto punto di riferimento per la creazione di uno Stato unitario. Come disse Massimo D’Azeglio: il Tricolore e il Piemonte dovevano prendere in mano la lotta per l’indipendenza. E così fu. Rivista Savej
La Resistenza: dall’Alto Piemonte alla liberazione
Quasi un secolo dopo, il territorio scrisse un’altra pagina decisiva. Le formazioni garibaldine della Valsesia, con un livello altissimo di organizzazione e di efficienza, nella fase insurrezionale del 1945 liberarono prima l’intera valle, poi la città di Novara — dove ottennero la resa di migliaia di soldati tedeschi — e infine parteciparono alla liberazione di Milano. vavada
Nel VCO fu ugualmente determinante. La liberazione dell’Ossola ebbe luogo il 24 aprile 1945, con il ritiro dei reparti tedeschi e della RSI. In quell’occasione venne anche salvato da sicura distruzione il tunnel del Sempione. Un atto che proteggeva non solo un’infrastruttura, ma il futuro economico dell’intero nord Italia. Alto Piemonte MAG
Il 2 giugno 1946: il voto che cambiò tutto
Pochi mesi dopo la Liberazione, il 2 giugno 1946, gli italiani votarono per la prima volta a suffragio universale — donne comprese. Il referendum sancì la nascita della Repubblica Italiana, che il 1° gennaio 1948 si dotò di nuova Costituzione. Wikipedia
Il Tricolore rimase la bandiera del Paese, ma senza lo stemma sabaudo al centro: tre strisce semplici, uguali, senza simboli di dynasty. Il segno di un Paese nuovo, che portava con sé però la stessa bandiera nata in Piemonte cent’anni prima. Geopop
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