La storia delle rappresentazioni della Passione a Sordevolo, borgo in provincia di Biella, sembra che risalgono al primo decennio dell’Ottocento, in particolare vers il 1814, ma non sono state reperite fonti attendibili che confermino tale datazione.
Nel saggio di Alessandro Giovanni Girelli “La Passione di Sordevolo” edito in occasione della rappresentazione del 1924, si racconta che dieci anni prima si era tenuta la celebrazione centenaria del dramma sacro alla presenza di circa 10.000 persone provenienti da tutte le valli subalpine.
Il direttore della “Gazzetta del Popolo” Delfino Orsi, presente alla rappresentazione del 1891, indicò il 1850 come prima data certa della messa in scena del dramma sacro, senza indicare la documentazione a cui aveva fatto riferimento.
Un altro aspetto che è stato a lungo indagato e che è stato soggetto a ipotesi diverse è quello relativo all’origine del testo recitato durante la rappresentazione dato che, verso la fine del XV secolo, in occasione del Venerdì Santo, la compagnia romana dell’Arciconfraternita della Beata Vergine del Gonfalone metteva in scena al Colosseo la “Passione di Cristo” sulla base del testo elaborato da mons. Giuliano Dati, vescovo di San Leone in Calabria e cappellano della chiesa dei Santi Quaranta Martiri in Trastevere a Roma.
Il testo potrebbe essere giunto nel Biellese per mezzo di qualche pellegrino che si era recato a Roma in occasione del Giubileo indetto durante il pontificato di Alessandro VI e aveva assistito alla rappresentazione della compagnia del Gonfalone o tramite un membro della famiglia Ambrosetti di Sordevolo, che intratteneva rapporti di lavoro con gli ambienti romani, ma potrebbe essere stato portato dai frati trappisti che si erano rifugiati in alta Valle Elvo intorno al 1796.
Delfino Orsi affermò che il testo rappresentato a Sordevolo si rifaceva all’edizione torinese di quello romano, ma il copione di Sordevolo presenta somiglianze con altre due edizioni della Passione, una romana del 1866 e una milanese conservata presso la biblioteca ambrosiana.
Per quanto riguarda l’ambientazione per tutta la prima metà del XIX secolo il sacro dramma andò in scena nella piazza o in un grande cortile del paese ma che la crescente presenza di pubblico aveva indotto gli organizzatori a spostare la rappresentazione su una grande spianata, guardava la Villa Maria e il poggio di San Grato sulla strada verso Pollone, e per l’edizione del 1924 fu operato lo spostamento nel nuovo anfiteatro di 4000m² costruito sul pianoro antistante la scuola Eugenio Bona.
Uno degli aspetti più singolari della Passione di Sordevolo è l’appartenenza di tutti gli attori alla comunità locale, segno di profondo attaccamento alla tradizione, come nel caso della famiglia Ottella: nelle edizioni del 1914, 1924 e 1934 la figura del traditore Giuda venne impersonata dal macellaio Domenico Ottella e in precedenza lo stesso ruolo era stato interpretato dal padre Benvenuto e prima ancora dal nonno.
Indicativo del perfezionamento continuo della Passione di Sordevolo è l’aumento del numero degli attori, passati dagli 84 della rappresentazione del 1854 ai 200 del 1924, ai 400 che conta attualmente.
A partire dal 1970 il dramma sacro è stato arricchito da una colonna sonora su iniziativa del regista Pier Felice Fontana e il testo è stato rivisto al fine di renderlo più scorrevole e comprensibile agli spettatori.
Negli anni i mutamenti hanno riguardato anche il periodo della messa in scena del dramma sacro, che originariamente coincideva con quello precedente alla Pasqua: l’incertezza legata alle condizioni meteorologiche, indusse gli organizzatori a spostare le date sempre più verso l’estate.
