Il notevole coraggio ingegneristico  e una posizione sorprendente sono le caratteristiche principali del Ponte del Diavolo, che si trova sulla strada carrozzabile di collegamento tra Trasquera e la sua frazione Bugliaga, in Valle Divedro, da cui partono belle escursioni in ogni stagione dell’anno.

Nel 1874 gli studi di progettazione della strada individuarono nelle Saglie del Rì la posizione in cui costruire il Ponte del Diavolo, con l’armatura  composta da oltre cento tronchi di larice e poggiava sui fianchi della montagna, che in quel punto forma una stretta gola.

Al termine dei lavori l’armatura fu cosparsa di petrolio e incendiata e i cento metri che separavano il ponte dal rio si trasformarono in un grande rogo e la vista del ponte avvolto dalle fiamme era  davvero uno spettacolo infernale.

Si potrebbe immaginare che il nome del ponte possa derivare da questo momento finale della sua costruzione, ma nella realtà deriverebbe dalla tradizione orale del tempo, che narravano infatti che delle opere di questo tipo potessero essere realizzate solo dal diavolo.

Una leggenda narra che il diavolo tentò di costruire un ponte di collegamento tra i due versanti della valle, per poi scagliare la cima della montagna sugli abitanti di Cravegna, troppo devoti al Signore.

Ma per intercessione della Madonna, San Martino intervenne e dopo un duello costrinse il diavolo ad abbandonare i suoi propositi.

Sempre in zona c’è uno dei siti megalitici più interessanti del Piemonte,  il Muro del Diavolo di Arvenolo, località di Crodo, in Valle Antigorio, che  risale all’epoca protostorica e emme  realizzato completamente a secco.

Le sue dimensioni sono notevoli, infatti è lungo circa 20 metri, alto 6,30 metri e profondo 13 metri.

Per la sua costruzione sono stati utilizzati blocchi di pietra leggermente lavorati che formano un terrazzamento, a sua volta contenente altre strutture, oggi perdute.

Sono davvero incredibili le dimensioni e i pesi delle pietre presenti lungo il Muro del Diavola, ad esempio quelle disposte orizzontalmente, le più grandi, sono lunghe fino a 6 metri, con un peso stimabile in più di 10 tonnellate.

I ritrovamenti archeologici dell’Età del Ferro e di epoca romana testimoniano una ricca frequentazione del Muro del Diavolo di Arvenolo e la sua posizione panoramica fa pensare a un luogo di culto.

Per raggiungerlo si deve lasciare  l’auto a Crego, frazione di Premia, e si segue la strada per Aleccio e, dopo trenta minuti di cammino nel bosco , si raggiunge una radura e  l’imponente muro si trova sulla sinistra della strada.