Se pensate che il Carnevale sia solo una festa di colori diurni, non avete mai visto i colossi di Santhià accendersi nel buio della notte.
In questo angolo del vercellese, la cartapesta non è solo arte, ma una sfida tecnologica che dura da secoli.
Qui il Carnevale non sfila semplicemente: esplode in un trionfo di luci e meccanica, trasformando la città in un teatro a cielo aperto dove la tradizione medievale bacia l’ingegneria moderna.
Santhià vanta uno dei carnevali più antichi d’Europa, un’istituzione dove il rito antico della “fagiuolata” si sposa con carri allegorici che sembrano astronavi di carta e ferro.
L’Anima del Carnevale: Stevulin e la Maiot
Tutto ha inizio con l’ingresso trionfale della coppia regale. Ogni anno, la stazione ferroviaria di Santhià diventa il portale attraverso cui Stevulin e la sua promessa sposa Maiot tornano in città.
Loro rappresentano la saggezza e l’umiltà del mondo contadino piemontese. Stevulin, nel suo abito scuro ed elegante, e la Maiot, con la sua grazia d’altri tempi, ricevono le chiavi della città dal Sindaco, inaugurando tre giorni in cui l’ordine viene sovvertito e la gioia diventa legge.
L’Arte della Cartapesta: Ingegneria Artigiana
A differenza di altre tradizioni, i carri di Santhià sono famosi per la loro verticalità. Gli artigiani locali hanno sviluppato tecniche uniche per permettere a figure enormi di piegarsi, ruotare e innalzarsi oltre i balconi delle case.
Ecco i segreti della scuola santhiatese:
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Il Telaio Dinamico: Si parte da complesse strutture in acciaio e pistoni idraulici.
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La Modellazione: I volti vengono scolpiti con un realismo impressionante, spesso ritraendo icone della cultura pop o politici in chiave satirica.
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L’Impianto Luci: È la fase cruciale. Migliaia di LED e fari vengono integrati nella cartapesta per rendere il carro visibile e spettacolare durante la parata serale.
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Il Movimento: Un carro santhiatese che non si muove non è un carro. La fluidità dei gesti dei “giganti” è il vanto di ogni rione.
La Sfida dei Carri e delle Pive
Non ci sono solo i carri. A Santhià la competizione è accesa anche tra i gruppi a piedi e le “Pive”, le bande musicali tradizionali che danno il ritmo alla festa. La sfilata è un flusso continuo di energia dove il pubblico non è spettatore, ma parte integrante del caos creativo.
Lo sapevi? La preparazione della “Colossale Fagiuolata” inizia all’alba del lunedì grasso. Vengono accesi oltre 150 fuochi sotto enormi caldaie di rame per sfamare migliaia di persone. È un rito di condivisione che non ha eguali.
L’Origine di Stevulin e la Maiot: Tra Realtà e Folklore
Le maschere di Santhià non sono maschere teatrali, ma simboli di un’identità rurale che si fa onore.
Stevulin incarna il contadino che si veste “da signore” per il giorno più bello, portando con sé la schiettezza di chi lavora la terra. La Maiot è il suo perfetto complemento: una figura solare che rappresenta la bellezza e la fertilità del territorio vercellese.
Insieme, portano il saluto del Carnevale negli ospedali e nelle case di riposo, ricordando che la festa è, prima di tutto, un atto di comunità.
Il Costume Tradizionale
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Stevulin: Cilindro nero, marsina elegante, guanti candidi e l’immancabile medaglione ufficiale.
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Maiot: Abito tipico piemontese della festa, scialle di seta e una cuffia finemente lavorata che incornicia il volto.
Una curiosità per i golosi: Oltre alla celebre fagiuolata, durante il Carnevale è d’obbligo assaggiare i salamini cotti e il vino locale, che scaldano il cuore durante le lunghe attese per il passaggio dei carri.
Perché visitarlo?
Santhià offre qualcosa che non troverete altrove: la Sfilata Notturna. Vedere questi giganti di cartapesta illuminati che si muovono tra i vicoli stretti, accompagnati dal fragore delle bande, è un’esperienza quasi onirica.
È il Carnevale nella sua essenza più pura: fragoroso, generoso e indimenticabile.
Il Calendario 2026
Il Carnevale si accende con questi appuntamenti imperdibili:
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Domenica 15 Febbraio: Arrivo dei regnanti e primo Corso Mascherato pomeridiano (ore 14:30).
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Lunedì 16 Febbraio: Il giorno del gusto e della magia. Alle 12:00 la Colossale Fagiuolata e alle 20:45 la leggendaria Sfilata Notturna.
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Martedì 17 Febbraio: Ultimo giro di balli e sfilate, concluso dal suggestivo rogo del “Babaciu”, il pupazzo che simboleggia la fine delle feste.
Fonti consultate:
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Associazione Turistica Pro Loco Santhià – Programma Ufficiale 2026
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Statuto dello Storico Carnevale di Santhià
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Archivio Storico del Comune di Santhià
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Portale Nazionale dei Carnevali Storici d’Italia (MIC)
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