Dal Lago Maggiore alle sponde del lago d’Orta, storie d’amore che hanno lasciato tracce indelebili nel paesaggio e nella cultura dell’Alto Piemonte.
Le grandi passioni lasciano sempre un segno nel mondo.
In Alto Piemonte, questo segno è spesso visibile ancora oggi: in un palazzo che sorge su un’isola, nel nome di un’isoletta trasformata in paradiso barocco, nelle pagine di romanzi scritti da uno scrittore che ritrovò sé stesso sulle rive del lago d’Orta.
Queste storie intrecciano sentimento e storia, architettura e letteratura, radici piemontesi e vocazioni cosmopolite.
Carlo III Borromeo e Isabella d’Adda: un’isola per una moglie
Nel 1632, il conte Carlo III Borromeo prese una decisione straordinaria: trasformare un piccolo scoglio roccioso nel lago Maggiore, fino ad allora abitato da pochi pescatori, in un palazzo principesco dedicato alla moglie Isabella d’Adda. Per farlo, ribattezzò l’isola con il nome di lei — Isola Isabella, poi divenuta per contrazione Isola Bella — e affidò i lavori al progettista milanese Angelo Crivelli.
Il cantiere procedette per alcuni anni, poi si interruppe a causa della grave epidemia di peste che colpì il ducato di Milano a metà Seicento. Fu il figlio di Carlo III, Vitaliano VI Borromeo (1620–1690), a riprendere i lavori con rinnovato slancio, affidando il completamento al celebre architetto Carlo Fontana e trasformando il palazzo e i suoi giardini terrazzati in uno dei capolavori del barocco italiano. Il fratello di Vitaliano VI, il cardinale Giberto III (1615–1672), contribuì finanziariamente all’impresa.
Vitaliano VI nutrì per l’isola una devozione che andava ben oltre la fedeltà al progetto paterno. La leggenda familiare vuole che l’isola fosse chiamata scherzosamente “la sua concubina”: vi si ritirava a scrivere, a riflettere, a dedicarsi alle arti. Quando morì nel 1690, dispose che il suo cuore fosse sepolto nell’oratorio dell’isola, sotto una lapide con un cuore fiammeggiante. L’amore di Carlo III per Isabella aveva dunque generato un’opera che sopravvisse a entrambi, raccogliendo nel tempo la devozione di generazioni di Borromeo.
Oggi il Palazzo Borromeo sull’Isola Bella è visitabile ed è una delle mete più affascinanti del Verbano Cusio Ossola, con le sue venti sale, i giardini a dieci terrazze e le grotte decorate con marmi, tufo e conchiglie marine.
Mario Soldati e Marion Rieckelman: un amore nato alla Columbia, un rifugio sul lago d’Orta
Mario Soldati nacque a Torino il 17 novembre 1906 e fu uno degli intellettuali italiani più poliedrici del Novecento: scrittore, regista, sceneggiatore, giornalista, appassionato di enologia e gastronomia. Nel 1929, dopo la laurea in storia dell’arte all’Università di Torino, ottenne una borsa di studio alla Columbia University di New York, dove insegnò e studiò con l’entusiasmo di chi scopre un nuovo mondo.
Fu proprio lì che conobbe Marion Rieckelman, una sua studentessa americana. Tra i due nacque una storia d’amore che li seguì anche dopo il rientro di Soldati in Italia: nel 1931 si sposarono e insieme ebbero tre figli, Frank, Ralph e Barbara. Il matrimonio tuttavia non resse: Marion e Mario si separarono nel 1934.
Quello stesso anno, segnato dall’insuccesso cinematografico del film Acciaio e dalla conseguente perdita del lavoro, Soldati cercò rifugio lontano da Roma e dal cinema. Si stabilì a Corconio, frazione di Orta San Giulio, sulle rive del lago d’Orta, dove rimase circa due anni frequentando l’amico novarese Mario Bonfantini. In quel periodo di silenzio e raccoglimento scrisse America primo amore, memoir autobiografico sugli anni americani e su quel mondo lontano in cui aveva incontrato Marion.
Il lago d’Orta rimase sempre un luogo dell’anima per Soldati, legato ai ricordi di una stagione cruciale della sua vita. La sua vicenda umana e letteraria è parte integrante della storia culturale del novarese, e i paesaggi di quella zona riemergono con frequenza nella sua produzione narrativa.
Un patrimonio di storie
Le vicende di Carlo III Borromeo e di Mario Soldati sono profondamente diverse per epoca e contesto, ma condividono qualcosa di essenziale: entrambe mostrano come le grandi emozioni trovino spesso espressione in un luogo fisico, in un paesaggio che le custodisce nel tempo. L’Alto Piemonte — con i suoi laghi, le sue isole, i suoi borghi silenziosi — è stato teatro di amori e passioni che hanno lasciato tracce visibili, dalla grandiosità barocca dell’Isola Bella alla prosa raffinata di uno scrittore torinese ritiratosi sulle rive del lago d’Orta.
Informazioni Pratiche
Isola Bella — Palazzo Borromeo Stresa (VB), raggiungibile in traghetto dal lungolago Sito ufficiale: isoleborromee.it
Lago d’Orta — Orta San Giulio Comune di Orta San Giulio (NO) Corconio è una frazione del comune
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