Tajarin 2

La pasta all’uovo più sottile e ricca della tradizione, esaltata dal profumo inconfondibile del tartufo nero e dal burro d’alpeggio.

I Tajarin (tagliolini, in piemontese) sono la quintessenza della pasta fresca regionale.

Nati nel XV secolo, probabilmente nelle cucine delle Langhe, sono diventati un simbolo di festa e raffinatezza in tutto il Piemonte, inclusi i territori dell’Alto Piemonte.

La loro particolarità risiede nello spessore sottilissimo, spesso inferiore ai 3 millimetri, e nella ricchezza dell’impasto. La tradizione più “nobile” vorrebbe l’uso esclusivo di tuorli d’uovo (fino a 30-40 per chilo di farina!), che donano un colore giallo intenso e una consistenza setosa unica.

L’abbinamento con il Tartufo Nero è un classico intramontabile. Per esaltare il pregiato fungo ipogeo non serve altro che un condimento semplice: un ottimo burro di montagna, magari proveniente dai caseifici della Valsesia o dell’Ossola, capace di veicolare l’aroma senza coprirlo.

È un piatto che richiede tempismo perfetto: la cottura della pasta fresca è rapidissima. Vanno serviti immediatamente, mantecati con burro e Parmigiano, e ricoperti da una pioggia generosa di lamelle di tartufo fresco direttamente al tavolo.

Informazioni Pratiche

  • Difficoltà: Bassa (con pasta già pronta).

  • Preparazione: 15 minuti (pulizia tartufo inclusa).

  • Cottura: 2-3 minuti per la pasta.

  • Dove gustarli: Nei migliori ristoranti di tradizione tra Novarese e Biellese durante la stagione dei tartufi (autunno/inverno per il nero pregiato, estate per lo scorzone).

Ingredienti per 4 persone

  • 400g di Tajarin freschi all’uovo artigianali.

  • 40-50g di Tartufo Nero Fresco (pregiato Tuber melanosporum o estivo Tuber aestivum).

  • 80g di Burro di ottima qualità (possibilmente di malga).

  • Parmigiano Reggiano DOP grattugiato (facoltativo, con moderazione).

  • Sale q.b.

Procedimento

  1. Pulire accuratamente il tartufo dalla terra con uno spazzolino (senza bagnarlo troppo). In una padella capiente, sciogliere il burro a fuoco dolcissimo: non deve friggere, ma solo scaldarsi. Salare leggermente.

  2. Cuocere i tajarin in abbondante acqua salata bollente. La cottura è questione di attimi: appena salgono a galla, assaggiare. Devono restare callosi.

  3. Scolare la pasta (tenendo un cucchiaio di acqua di cottura) e tuffarla nel burro. Mantecare delicatamente fuori dal fuoco. Servire subito, affettando il tartufo fresco a lamelle sottili direttamente su ogni piatto.

Fonti Verificate:

  1. Visit Piemonte – I Tajarin, l’oro nel piatto (https://www.visitpiemonte.com)

  2. Gambero Rosso – Storia e ricetta dei Tajarin (https://www.gamberorosso.it)

  3. Accademia Italiana della Cucina – Tajarin al tartufo (https://www.accademiaitalianadellacucina.it)


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