Un viaggio dalle tradizioni degli anni ’60 all’agricoltura di precisione con i droni, analizzando l’evoluzione della difesa integrata e le nuove sfide fitosanitarie dell’Alto Piemonte.
Giovedì 8 gennaio 2026, la Sala Polivalente del Comune di Barengo ha ospitato un importante convegno intitolato “Viticoltura Ieri, Oggi e Domani”.
L’evento, promosso dal Comune in collaborazione con Città del Vino e il Consorzio Tutela Nebbioli Alto Piemonte, ha tracciato il percorso evolutivo del settore.
Un incontro fondamentale per comprendere come le Colline Novaresi abbiano saputo trasformarsi, passando da pratiche manuali a tecnologie all’avanguardia.
La conferenza si è aperta con i saluti del Sindaco Fabio Maggeni, che ha accolto esperti, periti agrari e viticoltori del territorio.
Dagli Anni ’60 alla Carta Nutrizionale
Negli anni ’60, la viticoltura locale si basava su una difesa tradizionale con rame e zolfo, gestita interamente a mano.
Le concimazioni erano organiche e il controllo delle infestanti avveniva tramite zappettature, senza l’uso di diserbi chimici massivi.
La svolta analitica arriva nel 1977 con la Carta Nutrizionale dei Vigneti, curata dal Prof. Mario Fregoni dell’Università Cattolica di Piacenza.
Lo studio evidenziò la natura dei terreni acidi o peracidi (pH 4,8-5,5) su una superficie di circa 3.400 ettari vitati.
I vitigni dominanti erano Bonarda Novarese, Croatina, Nebbiolo e Vespolina, coltivati prevalentemente a Maggiorino (58,3%).
La Rivoluzione della Difesa Integrata
Il 1978 segna l’inizio della difesa integrata nelle Colline Novaresi, grazie al lavoro del Prof. Lozzia e del Prof. Ugolini.
Si introdusse il controllo delle tignole tramite trappole a feromoni e l’uso di prodotti biologici come il Bacillus Thuringiensis.
L’approccio mirava a ridurre l’impatto ambientale, sostituendo progressivamente il diserbo chimico con l’inerbimento controllato.
Questa evoluzione ha favorito la meccanizzazione e la diffusione del sistema di allevamento a Guyot, più adatto alle moderne esigenze agricole.
Cooperazione Territoriale e Riconoscimenti
La sinergia tra i comuni è stata cruciale: nel 1991 nasce la prima convenzione tra alcuni municipi con Ghemme come capofila.
Oggi sono 14 i comuni coinvolti, supportati dagli agronomi di Vignaioli Piemontesi (ex Asprovit) per una gestione coordinata.
Nel 2014, Città del Vino ha conferito a questi comuni l’Attestato di Buone Pratiche Ambientali, seguito da quello della Regione Piemonte nel 2016.
L’aggiornamento dei Regolamenti di Polizia Rurale ha inoltre rafforzato la lotta obbligatoria contro la Flavescenza Dorata.
Le Sfide di Oggi: Droni e Popillia Japonica
Il convegno ha posto l’accento sulle tecnologie attuali, con interventi di esperti come il Dott. Sandro Secco di Sfera Srl.
Si è discusso dell’utilizzo dei droni in agricoltura, tema approfondito dal Dott. Andrea Fontana e dal Dott. Antonio Vigoni.
Questi strumenti sono essenziali per il monitoraggio e il contrasto alla Popillia Japonica, una minaccia crescente per i vigneti piemontesi.
L’agricoltura di precisione permette oggi interventi mirati, riducendo gli sprechi e ottimizzando la nutrizione della vite.
Il Valore della Sostenibilità
I risultati di decenni di lavoro sono tangibili: drastica riduzione della chimica e tutela della salute degli operatori.
La gestione corretta del suolo e l’innovazione tecnologica hanno portato a un miglioramento qualitativo delle produzioni.
Tutto questo si traduce in sostenibilità, un valore etico che genera un incremento economico stimato intorno al 30-35%.
L’evento si è concluso con un momento conviviale offerto da Sfera Srl e dalla Pro Loco Barengo, celebrando le eccellenze locali.
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