Il Grand Tour del Lago d’Orta con 115 km di sentieri in 5 tappe tematiche, l’Isola di San Giulio con la sua via del silenzio, il Sacro Monte UNESCO, il pane di Gozzano Presidio Slow Food: il Cusio si visita lentamente o non si visita davvero.
Il turismo lento al Lago d’Orta non è una tendenza recente. Stendhal, Hemingway, Balzac, Nietzsche: chi ha visitato il Cusio nel corso dei secoli ha sempre capito che questo lago si assapora, non si consuma.
Lungo 13 km e largo al massimo 2,5 km, il Lago d’Orta è il più piccolo dei grandi laghi prealpini piemontesi. Qui il turismo di massa non ha ancora preso il sopravvento, e questa è la sua forza principale.
A differenza dei suoi fratelli maggiori Maggiore e Como, il Cusio mantiene un’atmosfera intima e autentica che si coglie solo abbassando il ritmo.
Il Grand Tour del Lago d’Orta: 115 km di slow tourism
Il progetto più ambizioso di turismo lento sul Lago d’Orta è il Grand Tour del Lago d’Orta, un cammino escursionistico, culturale ed enogastronomico che abbraccia l’intero lago e il suo comprensorio.
Nato nel 2021, è promosso dall’associazione Sportway ETS e dall’Ecomuseo del Lago d’Orta e Mottarone, con il coinvolgimento di oltre 150 volontari per la tracciatura del percorso e 30 Keeper, custodi attivi nel monitoraggio settimanale dei sentieri.
Il percorso si sviluppa in 115 km di sentieri suddivisi in 5 tappe tematiche: la Tappa del Torrente, la Tappa dei Castagni, la Tappa degli Artigiani, la Tappa del Granito e la Tappa delle Vigne.
Attraversa 22 comuni con un dislivello complessivo di 3.290 metri, percorribili in cinque giorni consecutivi o una tappa alla volta.
Il sito ufficiale grandtourlagodorta.it permette di scaricare le tracce GPX, consultare la mappa interattiva e acquistare il Passpartour, il passaporto del camminatore che raccoglie i timbri delle tappe.
Orta San Giulio: il borgo e l’isola del silenzio
Orta San Giulio è tra i Borghi più Belli d’Italia e Bandiera Arancione del Touring Club. Il punto di partenza è Piazza Motta, il salotto affacciato direttamente sul lago, da cui partono le imbarcazioni per l’Isola di San Giulio.
Le viuzze medievali che si arrampicano verso l’alto, i palazzi seicenteschi con affreschi scoloriti e i cortili nascosti richiedono calma per essere apprezzati.
Il turismo lento trova sull’isola la sua espressione più pura. Chi arriva percorre la via del silenzio e della meditazione: un percorso circolare tra antiche case di pietra, giardini nascosti e messaggi incisi sui muri che invitano alla riflessione.
L’isola è dominata dall’Abbazia Mater Ecclesiae delle monache di clausura. Secondo la leggenda, San Giulio avrebbe scacciato i draghi per fondare qui la centesima chiesa della sua missione evangelica.
Il Sacro Monte di Orta: patrimonio UNESCO tra i boschi
Il Sacro Monte di Orta, patrimonio UNESCO, è una meta imperdibile per chi pratica il viaggio lento. Il complesso di 20 cappelle dedicate alla vita di San Francesco d’Assisi si snoda attraverso un bosco secolare, offrendo scorci panoramici eccezionali sul lago.
La passeggiata richiede circa 2 ore ed è adatta a tutta la famiglia. Ogni cappella custodisce gruppi scultorei e affreschi di scuola lombarda che raccontano scene francescane con una vivacità narrativa sorprendente.
L’Anello Azzurro e l’Ecomuseo
Per chi vuole percorrere il lago in autonomia, l’Anello Azzurro è il percorso che collega Orta San Giulio ai borghi rivieraschi: Omegna, Pettenasco, Carcegna, Miasino. Omegna è la città natale di Gianni Rodari e merita una sosta tra i vicoli e le piazze che ispirarono il grande scrittore per bambini.
L’Ecomuseo del Lago d’Orta e Mottarone è il riferimento per comprendere il territorio nella sua dimensione storica, artigianale e naturalistica, con percorsi dedicati alla cultura del granito e alla tradizione dei rubinettieri del Cusio.
I sapori del turismo lento Lago d’Orta
La gastronomia riflette il territorio. Il pesce persico del lago preparato secondo ricette tradizionali, il tapulone d’asino tipico di Borgomanero, il pane di Gozzano riconosciuto come Presidio Slow Food per la sua antica ricetta.
I biscotti di Orta e i prodotti dell’apicoltura locale completano un’offerta gastronomica che si apprezza fermandosi, non di passaggio.
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