Non tutti sanno che Novara festeggia la seconda domenica del mese di giugno con una grande Fiera, che ha origini legate alla storia medievale della città.
Sulle origini della città vi sono due ipotesi differenti, secondo Catone furono fondatori i Levi, una tribù ligure stanziatasi tra il Sesia e il Ticino, secondo Plinio i Galli Vertamocori.
La storia dice che Novara venne edificata in un primo tempo dai Liguri e, dopo essere stata distrutta dai Galli di Belloveso, fu ricostruita dai Vertocomacori.
Nel III secolo a.C. il territorio fu conquistato dai Romani che vi fondarono la città denominata “Novaria”, nome derivante da Nubilaria il cui significato dovrebbe essere quello di una città avvolta nella nebbia.
Verso la fine del II secolo a.C., Novara divenne una colonia e dal I secolo a.C. fu municipio romano.
Durante il periodo romano, Novara fu una città legata a divinità dell’Olimpo greco è passata poi al culto romano.
Nei secoli successivi, la storia di Novara si fa osccura sino al 569 d.C., con l’occupazione dei Longobardi che si stabilirono nella città, unendosi alla popolazione indigena.
La dominazione longobarda fu molto significativa da un punto di vista religioso, mentre la popolazione novarese abbandonò il culto olimpico greco-romano per abbracciare il cristianesimo, divulgato secondo la tradizione da san Gaudenzio, primo vescovo della città.
Dopo l’anno Mille, Novara fu al centro di una serie di battaglie che coinvolsero le potenze italiane ed europee, come l’invasione della città da parte delle truppe di Enrico V che, nel 1110, ne ordinò la distruzione delle mura perimetrali.
Per tutto il Medioevo Novara fu un importante centro del potere religioso, dipendente dall’autorità vescovile: solo con l’avvento dei comuni, l’influenza della Chiesa sulla vita politica diminuì per lasciare il posto a nuove istituzioni cittadine, mentre la sua Fiera divenne un punto di riferimento per il commercio locale.
Dopo un iniziale momento di adesione alla politica imperiale, che fu forzata dato che la città nel 1154 era stata conquistata dal Barbarossa, Novara aderì alla Lega Lombarda e partecipò alla lotta dei Comuni.
Dall’inizio del Trecento le sorti della città e della Fiera si legarono a quelle di Milano, passò dai Visconti agli Sforza e viceversa per più di una volta, finché Carlo V non la conquistò nel 1530 inserendola nei suoi estesi domini italiani.
Il trattato d’Utrecht dell’11 aprile 1713 sancì il passaggio di Novara sotto il controllo austriaco che durò fino alla pace di Vienna del 1735 tra la Francia, l’Austria e la Sardegna. dove à fu concessa a Carlo Emanuele III, diventando parte del Regno di Sardegna.
Durante il periodo napoleonico Novara divenne capoluogo del dipartimento dell’Agogna e nel 1814 tornò al territorio sabaudo, con la Fiera ancora una volta sempre legata alle trasformazioni dell’economia locale.
Il periodo risorgimentale della città fu segnato da alcune battaglie significative.
La prima si svolse nell’aprile del 1821, e coinvolse i liberali piemontesi e le truppe sabaude del re Carlo Felice, rinforzate dall’aiuto di reggimenti austriaci, che ebbe come conseguenza l’annessione all’impero austriaco di alcuni territori piemontesi.
Invece la seconda si svolse il 23 marzo del 1849, durante la quale le truppe piemontesi furono sconfitte a sud della città da quelle austriache, e nello stesso giorno Carlo Alberto abdicò a favore di Vittorio Emanuele II.
Da allora la storia di Novara divenne parallela a quella del Regno di Sardegna, come anche quella della Fiera di Giugno.
