I Giganti di Carta Oleggio

Se pensate che la cartapesta sia solo un passatempo per bambini, non siete mai stati a Oleggio.

In questa cittadina della provincia di Novara, la carta e la colla non servono a fare lavoretti, ma a dare vita a veri e propri giganti semoventi che sfidano la gravità e l’immaginazione.

Il Carnevale di Oleggio non è solo una sfilata; è un’istituzione che trasforma la città in un laboratorio a cielo aperto, dove la satira politica e la fantasia si mescolano al profumo dei frisceu.

L’Anima del Carnevale: Pirin e Majin

Prima di parlare dei carri, bisogna rendere omaggio ai padroni di casa. Ogni anno, le chiavi della città passano nelle mani di Pirin, la maschera tipica oleggese, accompagnato dalla fedele Majin.

Vestito con il suo iconico costume, Pirin incarna lo spirito gioioso e un po’ scanzonato della comunità, guidando il corteo dei carri tra la folla festante.

L’Arte della Cartapesta: Un Lavoro di Mesi

Dietro quei pochi minuti di sfilata sotto il sole (o la neve!) di febbraio, si nasconde un lavoro monumentale che dura quasi un anno intero. I carristi dei vari Rioni non sono semplici hobbisti, ma veri artigiani della “cartapesta a calco”.

Ecco come nasce un gigante:

  • La Scultura: Si modella inizialmente l’opera nell’argilla.

  • Il Calco: Viene creato un negativo in gesso.

  • La Stratificazione: Si applicano fogli di carta (spesso di giornale) imbevuti di colla (acqua e farina, come vuole la tradizione).

  • La Pittura: Una volta asciutta, la figura viene dipinta con colori vibranti e dotata di complessi sistemi meccanici per il movimento.

La Sfida tra i Rioni

Il cuore pulsante della manifestazione è la competizione. I rioni cittadini si sfidano a colpi di creatività per aggiudicarsi il premio per il miglior carro. Non si tratta solo di estetica: i giudici valutano il movimento, il messaggio allegorico e la capacità delle maschere a terra di coinvolgere il pubblico.

Lo sapevi? La tradizione dei carri a Oleggio ha radici profonde e, nonostante l’evoluzione tecnologica, il metodo di lavorazione della cartapesta rimane fedele a quello dei maestri del passato, rendendo ogni pezzo unico e irripetibile.

L’Origine di Pirin e Majin: Tra Storia e Leggenda

Mentre molte maschere italiane nascono dalla Commedia dell’Arte, Pirin ha un’origine molto più “umana” e legata alla terra di Oleggio.

Chi era Pirin?

Si dice che Pirin sia ispirato a un personaggio realmente esistito nell’Ottocento: Pietro Bottini, un falegname del luogo noto per la sua simpatia, il suo spirito critico e la battuta sempre pronta. Era l’anima delle osterie, capace di farsi beffe dei potenti con un’ironia tagliente ma mai volgare.

Nel tempo, la figura di Pietro è diventata leggenda, trasformandosi nel simbolo del cittadino onesto, lavoratore, ma che non rinuncia mai a un bicchiere di vino e a una risata in compagnia.

E la bionda Majin?

Majin rappresenta la sposa ideale di Pirin. Incarna la saggezza popolare femminile: è lei che spesso “tiene a freno” l’esuberanza del marito, gestendo la casa con pragmatismo piemontese. Insieme, formano la coppia perfetta che ogni anno riceve dal Sindaco le chiavi della città, dando il via al “regno della gioia”.

Il Costume Tradizionale

  • Pirin: Indossa un cappello a tricorno, una giacca rossa bordata di verde, pantaloni al ginocchio e calze bianche. Immancabile il bastone, che usa per dare il ritmo alla sfilata.

  • Majin: Porta un abito elegante della tradizione contadina, arricchito da pizzi, un grembiule ricamato e una tipica cuffia.

Una curiosità per i golosi: Durante le sfilate, non dimenticare di cercare i Frisceu (le frittelle dolci tipiche) e di sorseggiare un bicchiere di vino locale, proprio come farebbe Pirin!

Perché visitarlo?

Oleggio offre un’atmosfera intima ma grandiosa al tempo stesso. È uno dei carnevali più importanti del Piemonte, capace di competere per qualità artistica con piazze molto più grandi.

È il luogo dove la satira morde con il sorriso e dove l’ingegno popolare dimostra che, con un po’ di carta e tanta passione, si può creare un mondo magico.

Il Calendario 2026

Il Carnevale si articola su tre domeniche principali e si conclude con la tradizionale Settimana Grassa:

  • Domenica 1 Febbraio: Apertura ufficiale. Al mattino (ore 10:00) il corteo storico con Pirin e Majn; nel pomeriggio (ore 14:30) la prima grande sfilata dei carri allegorici.

  • Domenica 8 Febbraio: Seconda sfilata con la partecipazione di bande musicali e majorettes (ospiti d’onore la Banda di Cernusco sul Naviglio e le Figlie del Po).

  • Domenica 15 Febbraio: Gran finale con la sfilata conclusiva presentata da Fabrizio Fontana (Capitan Ventosa) e Simona Piola, seguita dalle premiazioni.

  • Martedì 17 Febbraio: Chiusura delle celebrazioni con il Carnevale dei Bambini (pomeriggio) e il suggestivo “Bruciamento del Carnevale” in piazza Martiri (ore 21:00).

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